Tecnofobia: perché robot e hi-tech fanno paura nella gestione di investimenti e conti correnti

Share

Robo-advice, riconoscimento vocale o dell’impronta digitale sono alcune tecnologie dall’alto potenziale di utilizzo nel settore bancario per quanto riguarda i consigli di investimento o la sicurezza dei pagamenti via smartphone. Tuttavia la maggioranza delle persone ancora non si fida di queste tecnologie. È quanto emerso dalla ricerca Trust in Technology condotta da Hsbc, secondo cui la mancanza di comprensione e di fiducia ostacola l’adozione su larga scala di nuovi servizi innovativi che renderebbero più semplice e più sicura la vita di tutti i giorni di milioni di persone.

Lo studio condotto su oltre 12.000 persone in 11 Paesi rivela che quattro persone su cinque (80%) ritengono che la tecnologia serva a rendere le loro vite più semplici ma meno della metà degli intervistati (46%) ha più fiducia nel riconoscimento delle impronte digitali come sistema di sicurezza rispetto alle password, nonostante sia ben noto il fatto che la lettura dell’impronta sia almeno cinque volte più sicura. Non solo. Le persone si fidano di più di un robot per un’operazione cardiochirurgica (14%) rispetto alla percentuale che emerge quando si tratta di fare affidamento su un robot per l’apertura di un conto corrente bancario (7%). Solo l’11% degli intervistati avrebbe fiducia in qualsiasi tipo di robot per aprire un conto bancario o per la consulenza sui mutui. I dati sottolineano come ancora si faccia maggior affidamento sui metodi già affermati di gestione del denaro attraverso l’utilizzo dei canali tradizionali come il sito web dell’istituto di credito (67%), il bancomat (55%) e le visite in filiale (41%).

Questa tecnofobia sarebbe in molti casi dovuta alla mancanza di comprensione delle nuove tecnologie e quindi di fiducia. Quasi una persona su quattro (24%) non ha mai sentito parlare o non sa cosa sia una tecnologia che si attiva tramite la voce, nonostante questa sia ampiamente disponibile sulla maggior parte degli smartphone. Le tecnologie meno comprese sono la blockchain (80%), il robo-adviser (69%) e le applicazioni finanziarie integrate sui social media, come ad esempio WeChat o Facebook (60%).

Valeria Panigada, Finanza.com

Share
Share