Bortolomiol, prosecco Docg guardando alla sostenibilità

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«La produzione ecosostenibile sarà il primo elemento del marketing territoriale del futuro»: parola della famiglia Bortolomiol, che della cantina del prosecco Docg di Valdobbiadene ha presentato a Roma le nuove strategie aziendali. Una storia che parte dal 1760, e che con la conversione dei vigneti al biologico, il protocollo interno Green Mark dedicato a minimizzare l’impatto ambientale, la collaborazione con Indaco2 (società spin off dell’università di Siena) per monitorare le filiere produttive tramite gli indicatori di sostenibilità, sta aiutando la candidatura Unesco del paesaggio culturale delle terre del prosecco.
Elvira Bortolomiol vuole promuovere «ogni giorno l’obiettivo di lasciare un territorio più pulito alle prossime generazioni», e per questo è stato messo a disposizione un bosco di tre ettari per compensare l’emissione della carbon footprint causata dal ciclo produttivo del vino.
Con obiettivi prossimi la autoproduzione totale di energia, oltre all’utilizzo di veicoli elettrici all’interno dell’azienda: una battaglia ecologica che era nata dalla volontà di tutelare la biodiversità del vitigno Glera, salvaguardando, studiando e ripristinando materiale genetico di antichi ceppi di vite autoctoni dall’area tra Conegliano e Valdobbiadene. In un gruppo formato con le sorelle Maria Elena, Giuliana e Luisa Bortolomiol, Elvira sottolinea che l’esperienza spumantistica, culminata nella Grande Cuvée del Fondatore Motus VitaeValdobbiadene Prosecco Superiore Docg, un vero e proprio omaggio a Giuliano Bortolomiol, ora è forte di uno spazio dedicato grazie al totale recupero dell’antica filanda, inserita in un parco situato nel cuore del comune veneto, che permette di ricordare ai visitatori le radici del gruppo, oggi pronto a nuove scommesse con il team di enologi guidato da Roberto Cipresso.

di Gianfranco Ferroni ItaliaOggi

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