Ultime dal mondo degli investimenti pubblicitari. I primi novi mesi sono in calo. Recupera terreno la tv, mentre per la stampa continua il trend negativo

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Settembre chiude a +3,6%. Vola la Go Tv: +14,5%. Internet a +0,7% senza search e social. Quotidiani -9,9%, periodici -6,3%, radio +4,2%

Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia chiude i primi nove mesi dell’anno in calo dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2016. Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search e sul social, l’andamento registra una contrazione del 3,3%. Il singolo mese di settembre segna invece un incremento del 3,6% (+2,1% senza search e social).

«Come avevamo previsto», ha spiegato Alberto Dal Sasso, tam e ais managing director di Nielsen, «dopo la buona crescita di agosto, anche il mese di settembre si consolida in terreno positivo, portando il terzo trimestre in calo dell’1%, condizionato soprattutto da un mese di luglio che ha fatto registrare la peggior performance dell’anno (-8%). L’ultimo trimestre dovrebbe consolidare la ripresa e affermarsi come il migliore del 2017 in termini di crescita».

Relativamente ai singoli mezzi, la tv recupera terreno a settembre, crescendo del 2,8% e chiudendo il periodo cumulato a -2,7%, in miglioramento rispetto ai mesi estivi. Continua il buon andamento della Go Tv, che segna un +14,5% nei nove mesi e un +32,4% a settembre. «Diventano sei i mesi consecutivi di crescita della Go Tv, con una percentuale di incremento a settembre veramente straordinaria: +32,4%, la più alta dell’anno dopo quella del mese di luglio (+48%)», ha commentato Angelo Sajeva, presidente di Fcp-Assogotv e di Class Pubblicità. «Il turismo, gli alimentari e la distribuzione si confermano i settori trainanti che spiccano sia per numero di nuovi clienti che per numero di settimane di programmazione. Da sottolineare la grande performance del settore farmaceutico, che sale al terzo posto per investimenti, scalando ben sei posizioni rispetto a 12 mesi fa. Con l’autunno alle porte sono ormai molte le case farmaceutiche che hanno scelto i nostri canali per promuovere rimedi adatti ai “mali di stagione” – mal di gola, prime influenze – potendo mirare le città e le settimane più appropriate. Con il back to work sono riprese anche le campagne dedicate a eventi ed iniziative per il tempo libero, alla programmazione di attività culturali (mostre, teatro) e all’offerta media in genere (serie tv, esclusive, eventi sportivi, nuovi canali): questo conferma la capacità specifica della Go Tv di sostenere la comunicazione di realtà sia nazionali sia areali, che considerano le nostre tv media e ambienti idonei per informare e divulgare i propri programmi. Evidenze che supportano un trend di crescita unico nel panorama dei media italiani, una enorme gratificazione per tutti noi, per il lavoro fatto insieme e per quello che stiamo facendo per cominciare a breve a sviluppare nuovo fatturato in modalità digital oriented. Infatti, i player del comparto hanno ultimato le sperimentazioni per le pianificazioni con tutte la piattaforme e le tecnologie digitali, per consentire a clienti e centri media la massima flessibilità di pianificazione sia in reservation che programmatic».

L’andamento della stampa continua a essere negativo: nel singolo mese, i quotidiani e i periodici perdono rispettivamente il 5 e il 2,1%, portando la raccolta nel periodo cumulato gennaio-settembre rispettivamente a -9,9 e -6,3%. Prosegue invece il buon trend della radio che chiude i nove mesi con una crescita del 4,2%, trainata da un ottimo settembre (+11,7).

Sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’intero universo del web advertising nel periodo cumulato chiude in positivo a +7,2% (+0,7% se si escludono il search e il social).

Nei nove mesi il transit ottiene un +3,3%, mentre l’outdoor resta negativo (-16,7%). Il cinema conferma la sua fase di recupero, attestandosi a -2%. Il direct mail chiude a -5%.

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano dieci in crescita nei primi nove mesi dell’anno, con un apporto complessivo di circa 55 milioni di euro. «Ci aspettiamo un autunno in buona salute: i segnali di settembre ci confermano una previsione positiva per la chiusura dell’anno», ha concluso Dal Sasso. «Il trend del mercato rimane in fase di recupero nel medio periodo, seppur contenuta. La probabile chiusura in positivo di un anno privo di eventi mediatici importanti può essere un buon indicatore di stabilità anche in vista del 2018, in attesa delle novità legate alle elezioni politiche in primavera e alla partecipazione dell’Italia ai Mondiali di calcio: due temi apparentemente distanti tra di loro, ma significativi per il mercato della comunicazione».

Marco Livi, ItaliaOggi