Bankitalia / Tutti contro Renzi

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Il segretario dem difende la mozione contro Visco presentata e votata dal Pd alla Camera. Il partito si divide. Veltroni: “Incomprensibile e ingiustificabile” e area Orlando vuole assemblea “per fare chiarezza”. Il presidente emerito della Repubblica: “Non devo occuparmi di cose deplorevoli”

“Quando si tratta di questioni che hanno a che fare con il risparmio dei cittadini e con la stabilità del sistema bancario bisogna sempre usare il massimo della prudenza possibile. E questo significa che di mozioni di questo tipo meno se ne fanno e meglio è”: lo ha detto il presidente dei senatori Dem, Luigi Zanda, conversando con i cronisti a Palazzo Madama a proposito della mozione di ieri del Pd sulla Banca d’Italia.

Ma il caso Bankitalia, il giorno dopo, continua a scuotere il Pd. Col segretario che difende la scelta del gruppo alla Camera di  “sconfessare” il Governatore in carica Ignazio Visco, e il partito, ma non solo, che invece si divide. “Mi occupo in verità di altre cose. Non devo occuparmi delle troppe cose che ogni giorno capitano e che sono deplorevoli” ha commentato Giorgio Napolitano, presidente emerito della Repubblica.

Matteo Renzi tiene il punto e motiva ancor più chiaramente il peso della mozione Pd approvata ieri e su cui è calato da subito il gelo del Quirinale: “Doveva rimanere agli atti che il Pd non si assume alcuna responsabilità sulla conferma del Governatore Ignazio Visco”. E insiste: “Se qualcuno vuol raccontare che in questi anni nel settore banche non è successo niente, non siamo noi, perché è successo di tutto. È mancata evidentemente una vigilanza efficace. C’è bisogno di scrivere una pagina nuova. Ci sono stati dei manager che hanno preso soldi e non hanno lavorato con professionalità, ci sono persone che hanno visto venir meno i loro crediti ed è toccato a noi intervenire per rimediare ai disastri causati da altri e ciascuno si assumerà la sua responsabilità”.

E nonostante Renzi continui a ripetere che “non c’è alcuno scontro tra il governo e il Pd. Ieri abbiamo votato una mozione che il governo ci ha chiesto di modificare e che noi abbiamo cambiato con logica di collaborazione”, anche il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, è amareggiato: “Non commento per carità di patria”, ha detto a margine del question time alla Camera e della mozione anti-Bankitalia neanche il premier Gentiloni sarebbe stato a conoscenza.

Ai suoi Renzi ha raccontato di aver sentito Gentiloni solo nel primo pomeriggio, a dardo lanciato, e al segretario Pd il premier avrebbe suggerito di ammorbidire il testo dell’iniziativa parlamentare, così come poi è avvenuto. Che però non ha cambiato il senso complessivo dell’attacco a Bankitalia.

Il partito scalpita. “Incomprensibile ed ingiustificabile”, ha bocciato la mozione contro Visco Walter Veltroni. “Da sempre la Banca d’Italia – ha detto l’ex segretario dem – è un patrimonio di indipendenza e di autonomia per l’intero paese. Per questo mi appare un atto incomprensibile e ingiustificabile”. “Sono parole che ascolto con rispetto” ha replicato il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato, che però precisa: “Noi non vogliamo la testa di nessuno, sono materie di competenza del governo e in questo ci riconosciamo nelle parole del presidente Mattarella….ma non ci potevamo sottrarre dal dare un giudizio, non potevamo far finta che tutto andasse bene”.

Simona Casalini, Repubblica.it