Quotidiani, il punto di equilibrio

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C’è una previsione nell’annuale Entertainment & Media Outlook in Italy di PwC che potrebbe rincuorare gli editori di carta stampata italiani. Quella secondo cui il declino dei ricavi dei quotidiani è destinato a diminuire nei prossimi cinque anni, fino ad arrivare quasi ad annullarsi nel 2021. Nella tabella in pagina si ha la media annuale del 2017-2021, -1,1%, ma nel concreto il report che analizza l’intero settore dei media e dell’intrattenimento sostiene che quest’anno il calo dei ricavi dei quotidiani sarà del 2%, il prossimo dell’1,4%, poi dell’1%, dello 0,7% e finalmente dello 0,3% nel 2021. In totale 1,825 miliardi nel 2017, 1,764 miliardi fra cinque anni.
Il team di Andrea Samaja e Maria Teresa Capobianco, che in PwC si occupa di consulenza su questo settore, è convinto che ci sarà un riequilibrio grazie al digitale, per pubblicità e ricavi diffusionali, e a un incremento dei prezzi di copertina. Ora, si tratta comunque di affrontare ancora perdite e cinque anni non sono pochi, per questo PwC parla di un settore ridimensionato. Però, se avverata, questa stima sarebbe comunque il segnale di un equilibrio che a oggi nessuno ha in tasca.
Per i magazine si prevede ugualmente una diminuzione del calo dei ricavi, ma al 2021 si arriverà soltanto a un -1% dal -1,6% di quest’anno.
Quotidiani e magazine fanno parte dei 17 segmenti analizzati da PwC nel suo studio, che prevede che il mercato totale dell’entertainment & media italiano passi dai 31,5 miliardi di euro del 2016 ai 38,1 miliardi del 2021, crescendo a un tasso medio annuo del 3,9%. Sarà la spesa degli utenti finali, compresa quella per l’accesso a internet, a fare la parte maggiore in questo incremento, ma anche i ricavi pubblicitari totali continueranno nella propria ripresa con tassi simili per quest’anno e il prossimo (+3,7%) e con un successivo calo fino al 2021 (+1,9%).
Le posizioni e i trend sono quelli conosciuti: tv e internet (nella tabella c’è anche la spesa per l’accesso a internet) sono i segmenti a più alto valore. I soli ricavi tv da pubblicità (3,265 mld nel 2016) saranno ancora per un po’ superiori all’advertising online (2,356 mld) ma il divario andrà via via diminuendo perché i primi cresceranno a un tasso annuale del 3,8% mentre l’internet advertising trainato dal mobile sarà a +6,2%.
A proposito del mobile, già quest’anno secondo PwC il traffico dati su questi dispositivi supererà quello da device fissi, ma nonostante ciò la spesa pubblicitaria su Internet nel 2016 è derivata per due terzi ancora dal fisso. Dagli 809 milioni dello scorso anno, però, il mobile advertising crescerà fino agli 1,6 miliardi del 2021, ovvero dal 34,3% del mercato pubblicitario al 51,8%
In ambito audiovisivo, il segmento internet video (video on demand nelle sue varie forme) si prepara a superare nel 2019 l’home video, mentre la musica digitale (+15,6% all’anno fino al 2021, 102 milioni nel 2017) sta superando i supporti fisici (-14,7%) già quest’anno grazie alla crescita dello streaming.

ItaliaOggi