La seconda vita di Lucia Beringer, da architetto in Germania a manager delle terme

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Donne impresa 54. Tedesca della Baviera, 58 anni, dal 2008 gestisce i Giardini Poseidon Terme di Ischia, dopo avere lavorato a lungo a Berlino partecipando a importanti progetti architettonici. Ora guida una macchina da 130 dipendenti e 5 milioni di euro di fatturato.

La ‘tedesca’ ha fama di essere dura e inflessibile. Lucia Beringer, proprietaria e amministratrice unica dei Giardini Poseidon Terme di Ischia, vista dall’esterno del suo eden di vegetazione rigogliosa e acque calde e benefiche che sgorgano dalla roccia, sembra la regina di un mondo incantato seppur dominato da regole di ferro e da una rigorosa impronta bio. Una società con 130 dipendenti che fattura cinque milioni di euro l’anno ed è una macchina di precisione. Della Baviera dove è nata, a Kötzting, il 19 gennaio del 1959, ha il buonumore e lo spirito di accoglienza. Terza di cinque figli di Anton Staudinger e Lucia Pilz, sebbene divorziata ha conservato il cognome del marito.

Lucia Beringer ha assunto il comando dell’azienda di famiglia nel 2008 per spirito di servizio. Non ha lasciato scritto ‘torno subito’ sulla porta del suo studio di architetto a Monaco. Infatti dopo dieci anni è ancora a Ischia, ed è contenta di esserci. Per quindici anni ha esercitato la sua professione. Viveva ancora in Germania quando dopo la laurea presa a Monaco ha partecipato a un bando pubblico dopo la caduta del Muro, ed è entrata nel pool di tecnici che hanno realizzato le Trias, le tre torri avveniristiche in vetro e acciaio che svettano nello skyline di Berlino. “Mia madre che gestiva il Poseidon mi ha chiesto di aiutarla. Non c’era preparazione ma una sana e affettuosa educazione familiare, e un buon accordo tra noi”. Pendolare per affetto, ha una figlia di 24 anni, Anna, che dopo qualche anno di economia adesso studia politica e relazioni internazionali e fa parte di una ong che si occupa di minori rifugiati.

Il legame della famiglia bavarese con il Poseidon inizia ancora prima del 1982, anno in cui il padre di Lucia acquista il complesso termale dal magnate Ludwig Kuttner, suo connazionale. “Abbiamo conosciuto l’Italia in vacanza, ci venivamo spesso – racconta l’imprenditrice – . I tedeschi amano tutto di questo Paese, la cultura, il cibo, le persone. Vogliono visitarlo e l’apprezzano; dicono: che bellezza, sin dai tempi di Goethe che lo descriveva come la terra dove crescono i limoni. Il Romanticismo è stato come un’infezione, l’Italia si è insinuata nelle vene. Il parco termale, poi, è una particolarità isolana che non esiste in alcuna altra parte del mondo. Mare, terme e natura, un insieme unico. Quando mio padre si è ammalato, il suo cardiologo che veniva a Ischia per un congresso lo ha invitato”.

Il nonno Michael era stato un antesignano nel sistema dell’energia, a Parigi aveva realizzato due centrali elettriche che sono rimaste nel patrimonio della famiglia. Anton Staudinger, morto nel 1998, invece faceva l’imprenditore immobiliare. Aveva edificato in Germania a Bad Kötzting – il Bad è venuto più tardi quando la città ha ricevuto il riconoscimento come luogo di cura – il primo ospedale di medicina tradizionale cinese in Europa per malati cronici, ancora oggi operativo, che faceva ricerca con le università di Pechino, Monaco e Francoforte. C’era in particolare un dottore cinese bravissimo ad alleviargli i dolori. Pensava: se aiuta me può aiutare anche gli altri.

Il Poseidon è stato il primo parco termale a sorgere a Ischia nel 1959. Fu il medico umanista tedesco Gernot Walde ad avere l’intuizione. A quel tempo la Baia di Citara era soltanto una zona agricola, i contadini utilizzavano dei marchingegni per tirare acqua dal sottosuolo, e in vasche la dissalavano per irrigare. Fece studi e verificò che le fonti di acque calde avevano proprietà benefiche e terapeutiche. Poi si sono aperti altri complessi termali come Afrodite a Sant’Angelo e il Negombo a Lacco Ameno, il Parco del Castiglione a Casamicciola.

Ha una rete di 20 piscine, tre della quali di acqua di mare, a temperature dai 28 ai 40 gradi, in un’area di 60mila metri quadri, con una serie di terrazzamenti affacciati sull’insenatura con la spiaggia che fa parte del complesso aperto dal 15 aprile al 31 ottobre con un biglietto di ingresso di 32 euro.
L’accesso alle vasche più calde è vietato ai bambini, perché “questo non è un parco giochi”, puntualizza Lucia Beringer “o uno stabilimento balneare. Sono acque molto potenti e il corpo di un bambino è ancora troppo fragile”.

Il parco è un sistema di bagni termali terapeutico. Ma anche di prevenzione se seguito con regolarità nel tempo, per la cura della pelle, dell’artrosi, di problemi osteoarticolari. “Si pensa sia adatto solo ai più anziani – spiega l’imprenditrice -, ma non è così. Per questo dal 2018 vogliamo rendere sempre più evidente ciò che in Germania si chiama ‘programma di stile di vita’, per cui ognuno è responsabile di sé e della propria salute”. Roba da manuale. A ottobre si terrà a Ischia la convention dei medici specialisti di medicina termale, che porta qui l’idea dell’importanza della prevenzione. “Abbiamo due dottori sempre presenti e un reparto non di benessere, ma di salute”.

Le addebitano di essere ‘tedesca’, cioè troppo rigida nel rispetto delle regole. “Le regole non sono una cosa negativa. Io qui non mi sento estranea,  straniera  ma forse c’è chi mi vede così. Il mio personale ha fiducia e stima in me, magari per loro sono pesante e gli sto un po’ troppo addosso. Ma sono motivati, tiriamo lo stesso filo. Se commetto un errore, e a chi non capita, la volta dopo cerco di fare meglio. Qui ho imparato a riflettere abbastanza prima di prendere una decisione, ci dormo sempre una notte sopra. Mi considero una persona coraggiosa e fortunata. Quando mi alzo la mattina e guardo fuori dico grazie, fortuna è anche la possibilità di fare questo lavoro. Quindici anni fa non avrei detto vado al Poseidon, ora sono contenta”.

Spalla a spalla con i più stretti collaboratori Bruno Macrì e Andrea Albano, sulla strada già tracciata del rispetto dell’ambiente, Lucia Beringer è andata dritta, l’ha seguita e ampliata. A partire dal contesto privo di rumore, il wi-fi ha un’area limitata, il monouso non esiste, la plastica è stata eliminata, ombrelloni di rafia naturale del Madagascar e legno cuciti a mano per una lunga tradizione, sedie di bambù realizzate a Bologna. Sui tavoli del bar e del ristorante porcellana, vetro, tovaglie di lino. Il giardino viene concimato naturalmente. Quando sono arrivati i pidocchi delle piante, la ‘tedesca’ ha ordinato le coccinelle europee che funzionano bene perché hanno una fame enorme, e anche gli insetti diminuiscono. I pesticidi sono banditi. L’unica eccezione chimica è stata usata per combattere il punteruolo rosso. “L’abbiamo chiamata ‘filosofia Poseidon’, alla gente piace, forse non tutti sanno perché, ma è la somma di queste piccole cose. Noi prendiamo i prodotti dal territorio campano, vini compresi che sono molto buoni, perché mi sta a cuore promuovere le eccellenze di questa terra”.
Ogni anno Lucia Beringer programma investimenti da un milione per la manutenzione del parco e delle piscine. “È già difficile mantenere bene quello che c’è, quasi impossibile inventarsi qualcosa di nuovo. Con i collaboratori comunico molto. Per me è importante il team work, nei giardini e in ogni altro reparto non c’è molta gerarchia, voglio far capire al personale che non è una marionetta. Il fattore umano è sempre stato al centro. Per tutti turni di sette ore con venti minuti di pausa caffè. Lavoriamo tanto sulla formazione. I bagnini che devono aiutare la clientela anche per la sicurezza conoscono le lingue straniere, alcuni anche più di una. Abbiamo lavorato sui corsi di inglese e tedesco in inverno, gli insegnanti vengono qui perché questo è un posto internazionale, abbiamo promosso corsi per sommelier a Roma. All’inizio i dipendenti erano timorosi, ora sono contenti; anche la donna delle pulizie ha seguito le lezioni”.

Il parco termale ha registrato quest’anno il 30 per cento in più di presenze straniere, forse anche a causa della crisi internazionale, con l’incremento della clientela americana, i francesi come new entry, i russi che sono tornati, e dalla Repubblica ceca arriva un pubblico colto e già educato alla cultura termale. Con una media di 700 persone al giorno. “La Merkel, che da anni fa vacanze a Ischia, non viene qui, non lo farebbe mai per il timore di essere tacciata di clientelismo. Forse verrà quando non sarà più cancelliera”.

Legge di storia e di natura, è stata in Uganda per vedere i gorilla e portare medicine. Con suo fratello Michael hanno costruito scuole in piccoli villaggi dell’India, la madre finanzia la ricerca. “La vita deve avere un senso – dice Lucia Beringer -, non si può solo consumare. Dei prodotti che vendiamo, seleziono il biologico, non preparo marmellate e creme perché non ho un laboratorio, e sono contraria a produrre all’esterno una nostra linea: che senso ha dare il mio nome a qualcosa fabbricata da altri? L’italiano lo leggo meglio di quanto lo parli. Vorrei dare a questo posto un mio tocco architettonico, magari ispirandomi agli artisti, agli scrittori,  alla gente delle Belle arti che passa da qui”.

Ogni tanto fa un salto nel capoluogo. “Napoli per me è stupenda e forse la conosco molto meglio di tanti napoletani”. Il dramma dell’emigrazione la tocca da vicino: “Mia madre è stata una rifugiata, veniva dalla Germania Est con suo fratello di otto anni, ha fatto duemila chilometri a piedi per andare dalla Polonia fino in Bavaria. Non si può dire mi chiudo, ma pensare di aiutare sul posto. È una questione mondiale che si deve discutere molto di più. Perché altri Stati condannano il sostegno e l’accoglienza, questo per me è da capire”.

Patrizia Capua, La Repubblica