Comunicazioni, +1,5% nel 2016

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Nella tv (+7%) prima Sky e la Rai supera Mediaset

Il 2016 ha rappresentato un’inversione di tendenza nel settore delle comunicazioni rispetto al quadriennio precedente: «I ricavi complessivi riprendono infatti a crescere con un +1,5% dopo anni in diminuzione», attestandosi a 53,6 miliardi di euro. Lo ha detto ieri il presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, presentando la Relazione annuale 2017 al Parlamento.
La quota prevalente di ricavi, ha spiegato ancora Cardani, è quella del mercato dei servizi di telecomunicazioni (60% del totale, pari a 31,9 miliardi, di cui 31% mobile e 29% fisso), seguita dai media (inserzionisti, utenti per i servizi a pagamento, contributi pubblici) con una quota del 27% e dai ricavi dei servizi postali, con il 13% del totale. Nei settori delle telecomunicazioni e dei media è possibile ravvisare un’inversione di tendenza caratterizzata da un aumento, rispettivamente dello 0,2 e del 3,9%, dei ricavi complessivi.
Nel 2016 il mercato dei media registra ricavi per 14,9 miliardi di euro, di cui il 49% derivanti da investimenti pubblicitari, il 37% da vendita di servizi e il 49% da canone e contributi pubblici. La componente radiotelevisiva cresce del 6,5%, mentre continua a perdere risorse il comparto dell’editoria (-6%), seppur a un tasso inferiore rispetto al recente passato. L’online, al contrario, continua a espandersi (+14,8%).
Per quanto riguarda la tv, nel 2016 i ricavi complessivi sono stati pari 8,360 miliardi (+6,7%). Sky, che opera sia nella televisione in chiaro sia nella pay tv, mantiene la quota maggiore (32%), seppur in riduzione di 1,5 punti percentuali. Segue la Rai che, a fronte dell’incremento dei ricavi conseguiti (in particolare il canone a +17%), balza al secondo posto (con una quota prossima al 30%), mentre il gruppo Fininvest/Mediaset, presente in entrambi i comparti della tv in chiaro e a pagamento, presenta un’incidenza sul totale del 28%.
Tra gli altri operatori spiccano i gruppi Discovery (2,4%) e Cairo Communication-La7 (1,7%), che in ogni caso mostrano quote molto inferiori rispetto ai primi tre.
Nella pay tv, «il gruppo 21st Century Fox/Sky Italia, che propone offerte a pagamento fruibili attraverso la piattaforma satellitare e online, si conferma di gran lunga il primo operatore (77%), mentre il gruppo Fininvest/Mediaset, che offre contenuti a pagamento sulla piattaforma digitale terrestre e sul web, occupa la seconda posizione (21%)».
Nel mercato della televisione in chiaro, conclude la relazione, «si rileva il permanere di un livello di concentrazione elevato: oltre l`80% dei ricavi totali della televisione in chiaro è stabilmente detenuto dai gruppi Rai e Fininvest/Mediaset, con il primo che raggiunge una quota (in crescita) pari a circa la metà del totale, e il secondo che possiede una quota (in riduzione) stimata attorno a un terzo».
Nell’ultimo anno il mercato delle comunicazioni è stato caratterizzato da importanti operazioni di concentrazione o consolidamento. Tra le principali l’Autorità ha citato la joint venture tra Hutchison (H3g) e VimpelCom (Wind), l’acquisizione del controllo congiunto di Metroweb da parte di Enel Open Fiver e Cdp, l’acquisizione da parte di Rti (gruppo Fininvest) del gruppo Finelco (Rcs) e la fusione gruppo Espresso-Itedi nel mercato dei quotidiani. L’Agcom cita inoltre l’operazione di concentrazione in ambito europeo tra BSkyB-Sky Deutschland-Sky Italia e la nascita di Sky Europe.
Infine, «il 2016-2017 è stato il periodo dell’acquisizione del 30% della partecipazione nel capitale sociale di Mediaset e dell’acquisizione del controllo di fatto di Telecom Italia da parte del gruppo Vivendi».
Nell’ambito di quest’ultima operazione, l’Agcom sottolinea che «si tratta del primo caso nella storia in cui l’Autorità si è trovata ad applicare la normativa specifica e cionondimeno abbia agito tempestivamente al fine di chiarire le regole a garanzia della concorrenza e del pluralismo nei mercati di riferimento».

di Giovanni Galli, Italia Oggi