Vacche sacre dell’India più pericolose degli squali

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A fine maggio il Governo indiano ha vietato in tutto il paese il commercio di bovini a scopo di macellazione. Il divieto ricalca quelli già in forza in alcuni stati indiani controllati dal Bharatiya Janata Party (BJP) del Primo Ministro Narendra Modi, ed è stato da molti interpretato come una concessione di favore alla sua base elettorale di indù conservatori di alta casta.
La popolazione indiana di 1,3 miliardi di persone è all’80% indù, una fede che assegna una particolare sacralità alle vacche. Non devono essere in nessuna maniera molestate, tantomeno uccise e mangiate. Il manzo però, una forma di proteina poco cara in India, è invece un elemento importante nella dieta dei Musulmani (il 14,2% della popolazione), dei Cristiani (2,3%) e di una parte molto significativa dei Dalit, gli “intoccabili” appartenenti alle caste indù inferiori. Il Ministro di Stato del “rosso” Kerala, nel sud dell’India, ha descritto il divieto come “fascista” e un “attacco al pluralismo”, dicendo che “distruggerà centinaia di migliaia di posti di lavoro, azzopperà l’industria del pellame e inciderà sulla dieta di milioni di persone”. Altri sottolineano come l’azione rafforzi gli estremisti indù che in una serie di attacchi recenti hanno aggredito e ucciso musulmani ed altri sospettati di smerciare o consumare la carne di manzo. I “disagi” tra le comunità islamiche e indù—che hanno portato alla partizione dell’India nel 1947, con la creazione del Pakistan—non sono una novità. Un censimento storico degli scontri comunali tra gli appartenenti alle due fedi tra il 1717 e il 1977 ha rivelato che delle 167 sommosse considerate, 22 erano direttamente attribuibili alla macellazione delle vacche. Il problema persiste ancora oggi, come nel caso del cinquantenne musulmano Mohammad Akhlaq e il figlio, Danish, trascinati dalla loro casa da una folla di vicini inferociti per il sospetto che i due potessero consumare la carne di manzo. Picchiati con dei mattoni, il padre è morto, il figlio è rimasto gravemente ferito. La polizia ha sequestrato la carne per sottoporla all’analisi. La figlia di Akhlaq, Sajida, ha detto all’Indian Express che si trattava di montone, non di manzo, domandosi però: “Se si dimostrerà che non è manzo, tornerà in vita mio padre?”
Oltre all’Induismo, le vacche sono considerate sacre in altre grandi religioni come il Giainismo e lo Zoroastrismo. Culti dell’antica Roma, dell’Egitto, della Grecia, di Israele e della Germania pre-romana ebbero simili credenze. Gli studiosi spiegano che nell’antichità le vacche furono tenute in grandissima considerazione come fonti di nutrimento e di ricchezza, e inoltre—erbivore, dagli occhi morbidi e i movimenti languidi—erano un’ovvia incarnazione della serenità e della pace terrena.
Gli studiosi però frequentano poco le vacche. Dati americani del CDC-Center for Disease Control indicano che sono molto più pericolose degli squali. Tra il 2005 e il 2014 questi ultimi hanno ucciso mediamente sei persone all’anno in tutto il mondo, mentre il CDC stima che nei soli Stati Uniti le vacche uccidano in media 22 persone ogni dodici mesi–e che al 75% sono attacchi “deliberati”. Può darsi quindi che l’antichissima raccomandazione vedica di lasciarle stare avesse in origine un senso che sia stato storpiato nei millenni intercorsi. Saranno pacifiche, ma nel dubbio è meglio tenerle buone.