Ora Rcs può rinegoziare il debito

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Migliorano i margini nei primi due mesi. Bene marzo

Nei primi due mesi dell’anno Rcs ha migliorato il margine operativo lordo di 10 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (nel primo trimestre 2016 l’ebitda era negativo per 3,7 milioni) e anche marzo «sta andando piuttosto bene», secondo il presidente e amministratore delegato della casa editrice Urbano Cairo.
L’obiettivo per il 2017 è di raggiungere un ebitda di 140 milioni che porterebbe a un utile di 45 milioni. La situazione, insomma, sta cambiando rispetto agli ultimi anni e per questo secondo Cairo ora si può tornare a bussare alle banche per ottenere una rinegoziazione del debito che al 31 dicembre 2016 era pari a 366,1 milioni. «Abbiamo un tasso importante legato a un andamento più problematico del passato che poteva giustificare un premio di extratasso legato alla maggiore rischiosità», ha spiegato l’editore ieri durante l’assemblea del gruppo riunita per approvare il bilancio dello scorso anno. «Le cose oggi stanno andando piuttosto bene, c’è ancora molto da fare, non sto dicendo che tutto è fatto, ma credo che questo possa consentire a noi di chiedere alle banche di rinegoziare debito con tassi diversi che tengano conto delle condizioni rinnovate».
L’assemblea ha approvato all’unanimità i conti del 2016 che si è chiuso con un fatturato pari a 968,3 milioni (-6,2%) e un utile di 3,5 milioni contro la perdita di 175,7 milioni di un anno prima. «A memoria non ricordo sia mai successo un bilancio approvato all’unanimità: è un buon segnale», ha commentato Cairo. È stato integrato anche il collegio sindacale e approvata la relazione sulla remunerazione nella parte che fra le altre cose prevede la rinuncia per il 2016 dei compensi da amministratori esecutivi da parte di Cairo e Marco Pompignoli. Infine è stata anche approvata la proposta del cda in merito alla disposizione di azioni proprie, attualmente pari all’1% del capitale circa.
Cairo ha sottolineato i buoni risultati dei rilanci degli allegati del Corriere della Sera (si veda ItaliaOggi del 25/4) e ha spiegato che entro agosto sarà la volta di SportWeek, il settimanale della Gazzetta dello Sport.
A margine dell’assemblea Cairo è tornato sull’ipotesi di fusione tra Rcs e la Cairo Communication, un’ipotesi «da studiare», ma in un futuro non immediato: «Ci ragioneremo e ci penseremo e vedremo se è opportuno farla».
Poi il rapporto con Diego Della Valle, azionista e consigliere del gruppo ieri tornato in assemblea a cui non partecipava dal 2012. «Il rapporto personale era un ottimo rapporto, siamo ripartiti da dove ci eravamo lasciati. C’è stato un momento di nubi all’orizzonte, poi si sa quando i rapporti riprendono possono riprendere anche meglio di prima». Della Valle l’estate scorsa, assieme ai soci storici e a Bonomi, era stato protagonista di una contro-opa sul gruppo e aveva osteggiato l’opas di Cairo a suon di esposti e ricorsi. «C’è stato un momento in cui l’anno scorso quando è terminata l’Opas», ha riconosciuto Cairo, «qualcuno evidentemente pensava ci fosse qualcosa da approfondire, è stato fatto, dopo di che direi che il rapporto è ottimo con Della Valle, Tronchetti Provera, ma anche con Nagel, Cimbri e Bonomi. Alla fine hanno riconosciuto quello che è accaduto e sono contenti e danno anche un contributo».
Soddisfazione per il primo anno di gestione di Rcs è stata espressa dall’amministratore delegato e presidente di UnipolSai, Carlo Cimbri. La società assicurativa detiene il 4,6% della casa editrice, una partecipazione «non strategica» ma che «si sta rivalutando», ha detto Cimbri al termine dell’assemblea dei soci del suo gruppo.
E le voci su una prossima discesa in politica di Cairo nel centrodestra? «Non è una cosa che posso fare», ha risposto l’imprenditore. «Gli impegni che ho di lavoro, aziendali – in Rcs, Cairo e La7 – mi impediscono di pensare a un coinvolgimento politico».

di Andrea Sacchi, Italia Oggi