UniCredit, cosa aspettarsi dopo l’aumento di capitale

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Successo per la ricapitalizzazione da 13 miliardi della banca. La case d’affari ottimiste sul titolo perché il patrimonio del gruppo è più robusto

Obiettivo centrato in pieno, o quasi, con il 99,8% delle adesioni. Si sta per chiudere così l’aumento di capitale da 13 miliardi di euro di UniCredit, che ieri ha terminato la sua prima fase con risultati molto positivi. Il valore delle nuove azioni emesse e sottoscritte è stato pari infatti a 12.968.720.936,60 euro mentre poco più di 30 milioni di euro di titoli sono rimasti inoptati. Dunque, cosa succede ora? Innanzitutto va registrato che la banca guidata da Jean Pierre Mustier ha fatto una bella scorta di capitale che le consente di avere le spalle più robuste di prima. Con i circa 13 miliardi di euro raccolti, l’indice Cet1 che misura la solidità patrimoniale del gruppo salirà dal 7,54% attuale (un livello inferiore a quanto prescrive la Banca centrale europea) sino all’11,15%. Ed entro il 2019, secondo il piano industriale messo in cantiere da Mustier, lo stesso Cet 1 dovrebbe salire al 12,5%.
Di fronte a una banca, diversi analisti che la seguono a Piazza Affari hanno rivisto in meglio il loro giudizio sulle sue azioni. Un raccomandazione di acquisto dei titoli UniCredit è arrivata nei giorni scorsi da Equita sim con un prezzo-obiettivo (target price) di 16,4 euro, contro le quotazioni attuali in borsa di 12 euro. Un giudizio buy (comprare) è stato confermato anche da Banca Akros che intravede un potenziale di rialzo fino a 18,8 euro. Ieri, invece, gli analisti della banca tedesca Berenberg hanno suggerito di mettersi nel portafoglio il titolo UniCredit con un prezzo-obiettivo di 15 euro.
Non va dimenticato però che l’aumento di capitale di UniCredit non è formalmente ancora concluso del tutto. Dal 27 al 3 marzo, infatti, verranno negoziati in borsa i pochi diritti rimasti inoptati durante la prima fase dell’offerta. Si tratta di strumenti finanziari derivati che danno la facoltà di acquistare le azioni UniCredit di nuova emissione (cioè frutto dell’aumento di capitale) al prezzo di 8,09 euro ciascuna e con un rapporto di 13 a 5 (13 nuovi titoli della banca ogni 5 diritti posseduti). Chi era già azionista di UniCredit e ha aderito all’aumento di capitale, invece, deve mettere mano al portafoglio e pagare le nuove azioni sottoscritte, sempre al prezzo di 8,09 euro ciascuna e con quel rapporto di 13 a 5. Esempio: chi deteneva 100 delle vecchie azioni della banca (o ha già comprato 100 diritti per partecipare alla ricapitalizzazione) potrà comprarne 260 di nuove (13 ogni 5 possedute) sborsando nel complesso poco più di 2.100 euro (260 moltiplicato per 8,09 euro che è appunto il prezzo unitario stabilito per le azioni frutto dell’aumento di capitale).

Andrea Telara, Panorama