Condé Nast pronta a dimagrire

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Glamour, Allure, Brides e W magazine al centro del riassetto

Aria di riorganizzazione e tagli nel gruppo Condé Nast. Nei piani della casa editrice americana c’è una riduzione dei publisher e lo spostamento di alcuni dirigenti mentre il numero di responsabili creativi, copy e photo editor è già stato ridimensionato. Di publisher ossia di coloro che seguono a 360 gradi l’andamento di una testata, non ne rimarranno molti, anche perché la stessa qualifica aziendale sta per essere cancellata e sostituita da quella di general manager o chief revenue officer (in italiano responsabile dei ricavi, del giro d’affari).
In parallelo sono attese novità anche da un punto di vista editoriale, soprattutto per Glamour, Allure, Brides e W Magazine, le riviste che maggiormente saranno al centro di questo «consolidamento», così come è stato preannunciato e definito dalla stampa a stelle e strisce.
A fomentare le indiscrezioni sono tre appuntamenti aziendali importanti, tutti e tre programmati per la fine di gennaio: a partire dal 31 del mese che vedrà riunito l’intero staff degli impiegati. Sarà la volta poi dei dirigenti e delle posizioni più in alto, quelle al vertice capitanate da Jim Norton. E proprio il nome di Norton ha rafforzato i timori di tagli e riorganizzazioni massicce visto che il manager è arrivato lo scorso ottobre da Aol nell’editrice di magazine, presente anche in Italia, con l’obiettivo di ridurre i costi, arginare il calo della raccolta pubblicitaria su carta stampata e riorientare l’azienda di Vanity Fair, Vogue e Gq verso un posizionamento più digitale.
Non a caso per lui è stata creata una posizione ad hoc nell’organigramma e l’esatta dicitura è «chief business officer and president of revenue» (che non ha un’esatta traduzione ma suona come responsabile del business e presidente dei ricavi).
Più in concreto, Norton supervisiona tutte e 22 le testate in portafoglio riportando direttamente al ceo e presidente Robert A. Sauerberg Jr. Al momento della sua nomina lo stesso Sauerberg ha parlato della necessità di trovare un posizionamento più dinamico per Condé Nast, più vicino alle necessità di inserzionisti e lettori. Il tutto supportato dall’esperienza di Norton in campo digitale e video. A conferma della nuova strategia, infatti, Condé Nast ha corretto la rotta puntando con più decisione verso progetti digitali. Strategia estesa a tutti i mercati, Italia compresa.
A dir il vero la stampa americana non parla solo di riduzioni della forza lavoro ma adombra anche la possibilità di una vendita di tutta la casa editrice da parte della famiglia che ne detiene il controllo, i Newhouse. Il ragionamento è che la prossima cura dimagrante sia solo uno dei passi iniziali prima della cessione. Ipotesi nemmeno smentita dai diretti interessati, ma rigettata formalmente da Hearst magazine, editore concorrente citato come possibile acquirente. Tra questi ultimi, sempre secondo i giornali Usa, ci sono anche Apple e Google.

di Marco A. Capisani, Italia Oggi