IL PIANO SEGRETO DI TRUMP PER BATTERE IL TERRORISMO

luigi bisignani
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di Luigi Bisignani

luigi bisignaniCaro direttore,
nel risiko del potere, Hillary Clinton comincia a pensare che per diventare Presidente degli Stati Uniti non basta contare su fiumi di dollari, i voti di Bernie Sanders, Cia, Fbi e grandi lobbies. L’irresistibile attrazione tribale di Donald Trump vince ovunque, riuscendo a dare corpo fisico alla protesta che monta dal web. Uno tsunami inarrestabile e per di più con un piano segreto contro il terrorismo islamico che potrebbe risultare l’arma vincente. Se Trump venisse eletto darebbe finalmente la svegliain Europa a leader deboli e sbandati. Il suo piano segreto è quello di reinventare il ruolo della Nato nel Mediterraneo spostandone il baricentro da est a sud per fronteggiare l’immigrazione clandestina e il terrorismo, con l’Is in testa. Verrà creato in Tunisia un nuovo comando di ultima generazione da affiancare a quello di Lago Patria in Campania. Il progetto dei suoi super consiglieri, i generali Michael Flynn, Keith Kellogg e Bert Mizusawa e il senatore dell’Alabama Jeff Sessions, prevede non solo vigilanza militare delle coste ma soprattutto campi di accoglienza con controlli sofisticati in sinergia, secondo fonti riservate, con due player formidabili come Russia (previa revoca delle sanzioni) ed Intelligence israeliana. E dopo l’investitura ufficiale è partito anche un dialogo per ottenere ovviamente il placet dell’Onu.
Per la Clinton un duro colpo. Del resto Hillary vive sulla pelle compromessi ed errori che hanno indebolito non solol’Americamaanchel’Europa. Lapolitica in Medio Oriente da lei avallata quando era Segretario di Stato, prima con la Siria poi con la «Primavera araba» e infine con la Libia, ha alimentato il fondamentalismo islamico e creato il caos nel Mediterraneo. Trump comunque ha due volti: quello pubblico, macho e irruento, che lo fa anche molto odiare ma gli ha permesso di emergere in un partito che non lo voleva, e quello privato di uomo che sa ascoltare. A detta di chi lo conosce, una volta alla Casa Bianca farà valere il secondo. Un nuovo Reagan da cowboy a statista? Nessuno oggi può dirlo, ma la strada della Clinton, certamente più rassicurante, si fa sempre più in salita.

di Luigi Bisignani, Il Tempo
31.07.2016

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