Rcs, offerta in azioni di Cairo per prendere il controllo del Corriere

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Urbano Cairo vuole prendersi il Corriere della Sera. L’editore de La7 ha lanciato una offerta pubblica di scambio sul 100% della Rcs, la società che controlla il quotidiano di via Solferino. La proposta prevede l’offerta di 0,12 azioni Cairo Communication per ciascun titolo Rizzoli apportato.

Urbano Cairo La7L’offerta su Rcs MediaGroup è volta a «creare un grande gruppo editoriale multimediale, dotato di una leadership stabile e indipendente, e a rafforzare il profilo economico-finanziario di Rcs accelerandone il processo di ristrutturazione e rilancio», afferma Cairo Communication nel comunicato sull’operazione. Cairo possiede già il 4,6% della Rcs, che ai prezzi attuali di Borsa capitalizza circa 237 milioni. Primo azionista della società editrice del Corriere è la Fiat con il 16,7%, seguono poi Mediobanca con il 9,9% e Della Valle con il 7,3%. In base ai termini dell’offerta, ogni 8,333 azioni Rcs apportate, gli aderenti riceveranno una azione Cairo Communication. Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni Rcs e delle azioni Cairo registrato il 7 aprile, la valorizzazione delle azioni Rcs risulta pari a 0,551 euro, al netto del dividendo l’offerta è di 0,527 euro. Oggi il titolo Rcs ha chiuso a 0,455 euro, quindi l’offerta prevede un premio del 13,6%. Le aree di attività di Cairo Communication e Rcs «sono fortemente complementari e la loro combinazione consentirebbe di creare un gruppo diversificato che, facendo leva sull’elevata qualità dei propri prodotti editoriali nei settori news, periodici, sport e televisione, possa posizionarsi come operatore di riferimento nel mercato italiano, con una forte presenza internazionale, e sfruttare al meglio le opportunità derivanti dalla convergenza dei media tradizionali sulle piattaforme internet e mobile», si sottolinea nella nota che annuncia l’operazione. Cairo, afferma ancora la nota, «prevede, pertanto, di realizzare un progetto industriale articolato in un incisivo piano di rilancio di Rcs, nella massimizzazione della potenzialità dei prodotti editoriali anche tramite lo sviluppo di prodotti digitali e nel rafforzamento dell’offerta nelle attività non editoriali altamente distintive, come ad esempio gli eventi sportivi». L’offerta di Cairo su Rcs MediaGroup è condizionata all’adesione di azioni che permettano all’offerente di avere azioni pari ad almeno il 50% più una azione ordinaria. Prima della conclusione dell’offerta le banche finanziatrici si dovranno impegnare a rinunciare alla facoltà di chiedere il rimborso anticipato del debito in ragione del cambio di controllo. Non dovranno poi chiedere fino a fine 2017 a Rcs alcun rimborso in linea capitale, salvo il rimborso anticipato parziale con l’incasso dalla cessione di Rcs Libri. Le banche si dovranno poi impegnare a non avvalersi del recesso dei finanziamenti, a non chiedere procedure concorsuali per Rcs, e a mantenere le linee di finanziamento in essere. Cairo ha precisato che l’offerta non è finalizzata delisting del titolo Rcs da Piazza Affari e spiegato che al termine dell’operazione se dovesse avere una quota del Corriere della Sera superiore al 90%, opererà per ristabilire il flottante «sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni delle azioni Rcs» sul mercato di Borsa Italiana. Oggi in Borsa Rcs aveva chiuso con un balzo dell’11,52% a 0,455 euro e in serata erano circolate indiscrezioni su mani forti in azioni sul titolo. Un movimento che si era segnalato già da alcune sedute. Il titolo del gruppo editoriale, che oggi segnava il minimo di seduta a 0,41 euro nei primi scambi, ha poi progredito lentamente, nella scia del rialzo dell’intero listino per poi scattare pochi minuti prima della chiusura. Poi a mercati chiusi l’annuncio dell’opa di Cairo.

Il Messaggero

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