Hillary imita (male) David Mamet

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(a proposito dello spot tv trasmesso e messo in rete dallo staff dell’ex first lady)

della porta raffodi Mauro della Porta Raffo

Uno spot elettorale.
Incredibile, ma pare che la gente – oggi, nel 2016 – si beva ancora gli spot elettorali.
L’ultimo in ordine di tempo propone una Hillary Clinton piena di comprensione, di amore addirittura, nei riguardi di una bambina ispanica con la quale – non si sa bene come e perché – le capita di colloquiare.
La piccola,  piangendo, le chiede di poter restare negli Stati Uniti e l’aspirante capo della Stato (!!??) le dice: “Farò di tutto per evitare l’espulsione della tua famiglia”.
Da brividi, anzi da conati di vomito, l’assoluta improbabilità, la falsità del tutto.
Come se nessuno sapesse che il voto ispanico è oggi pressappoco determinante per l’elezione novembrina.
Come se qualcuno potesse davvero credere a quanto gli viene propinato.
Ma se lo staff di Hillary ha messo in piedi questa baracconata, se la stessa ex first lady si è prestata, non è forse perché i sondaggi hanno messo in chiaro che, sì, larghissima parte dell’elettorato è pronta a credere a qualsiasi cosa le venga fatto vedere o sentire?
Certo, Hillary non è la prima (e non sarà l’ultima) a mentire – cos’altro è uno spot di tale contenuto se non una menzogna? – al popolo degli elettori che evidentemente ritiene composto da incapaci.
Certo, non è la prima a copiare una pellicola cinematografica.
(E, d’altra parte, non è forse il personaggio del produttore impersonato da Steve Martin in ‘Grand Canyon’ di Lawrence Kasdan a dire all’amico Kevin Kline che non sa come e in qual modo affrontare una situazione “Non sai cosa fare perché non hai visto abbastanza film. Al cinema abbiamo affrontato e risolto qualsiasi problema”?)
Mi riferisco ovviamente a ‘Sesso e potere’ (‘Wag the Dog’), 1997, sceneggiato dal cinico e disincantato David Mamet (non solo da lui, ma certe idee non possono che eshillary clintonsere sue).
Robert De Niro è sulla scena un consigliere elettorale espertissimo nella manipolazione.
Per aiutare il presidente incappato in un problema sessuale proprio sotto elezioni, inventa e sostiene con filmati falsi ma credibili una finta guerra con l’Albania.
Il ‘momento’ top dell’operazione mediatica si ha – guardate il caso – quando il capo dello Stato, atterrato a Boca Raton, per caso (!!), vede tra la folla che lo accoglie una bambina, ovviamente albanese, debitamente acconciata, che ha in mano delle spighe.
Si avvicina, la ascolta, accetta la sua offerta, infine si toglie il cappotto – fa freddo – e lo mette sulle spalle della nonna della piccola che è alle di lei spalle!
Il tutto in diretta tv.
Il tutto – lo vediamo nelle scene precedenti – assolutamente studiato e organizzato dal consigliere De Niro.
Visto che abbiamo parlato di film, tornando alla Clinton, ‘Non ci resta che piangere’!!!

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