Stefanel chiederà il concordato. La decisione del board

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L’azienda italiana di abbigliamento quotata in Borsa presenterà la domanda di ammissione. In ritardo le trattative con le banche creditrici e il potenziale investitore

giuseppe-stefanelStefanel presenterà la domanda di ammissione al concordato preventivo cosiddetto «in bianco» o «con riserva», procedura nell’ambito della quale la società si riserva di poter presentare un ricorso per l’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione. Le trattative con le banche creditrici e con il potenziale investitore stanno andando per le lunghe e per proteggere il patrimonio aziendale i vertici hanno preso questa decisione. «Tale delibera, si legge in una nota, si inserisce nel contesto delle iniziative finalizzate alla ristrutturazione del debito e al rafforzamento patrimoniale della società». Stefanel informa inoltre che anche Finpiave, azionista della società di abbigliamento con il 20,329%, ha deliberato di presentare domanda di ammissione al concordato preventivo, riservandosi di poter presentare un’istanza per l’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti.

Il debito
Il 27 ottobre, su richiesta informale della Consob, l’azienda di Ponte di Piave (Treviso) — che è in perdita e sotto patrimonializzata — aveva smentito che Finpiave, Elca e Compagnia Gestioni Industriali, tutte in liquidazione, stiano trattando la vendita delle loro partecipazioni in Stefanel, pari nel complesso al 56,5% del capitale. La perdita netta consolidata nei primi 6 mesi del 2016 è stata di 13,3 milioni, ma soprattutto non c’è più capitale dato che il patrimonio consolidato è ora negativo per 11,5 milioni. A fine settembre l’indebitamento netto della società è salito a 87,43 milioni di euro, dagli 85,68 milioni di fine agosto.

Corriere della Sera