Twitter taglia il 9% dei dipendenti per salvare la società

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Dopo il fallimento del processo di vendita, Jack Dorsey cerca il rilancio dell’azienda. Nel terzo trimestre dell’anno ricavi in crescita, ma il business resta in sofferenza. A rischio oltre 800 dipendenti

twitterRicavi migliori delle attese e licenziamenti di massa. Twitter annuncia il taglio del 9% della forza lavoro con l’obiettivo di rilanciare la società dopo il fallimento delle trattative per la vendita. La trimestrale pubblica prima dell’apertura di Wall Street conferma quindi le indiscrezioni degli ultimi giorni che avevano fatto ventilare l’ipotesi di 800 licenziamenti tra i dipendenti. Eppure il terzo trimestre si è chiuso con un aumento dei ricavi dell’8% a quota 616 milioni di euro: sebbene il dato sia ancora positivo, è chiara la fase di stanca del sito di microblogging. Un anno fa le vendite erano cresciute del 58%. Tuttavia gli analisti si aspettavano un incremento a 605 milioni di euro. Rispetto al trimestre precedente, gli utenti attivi sono cresciuti solo dell’1,7% a quota 317 milioni. E, così, il business resta in sofferenza: Twitter ha registrato una perdita netta di 102,9 milioni di dollari, pari a 15 centesimi per azione. Escludendo le voci straordinarie, tuttavia, gli utili si sono attestati a 13 centesimi per azione, meglio dei 9 centesimi attesi dagli analisti. Con i tagli, Twitter prevede di mettere a bilancio costi tra 10 e 20 milioni di dollari e spese legate ai compensi in azioni tra 5 e 10 milioni di dollari. Per larga parte saranno messi a bilancio tra gli oneri straordinari del quarto trimestre. Dopo aver fallito la cessione a Salesforce, Walt Disney e Google (tre potenziali acquirenti che hanno poi deciso di non presentare un’offerta), il ceo e fondatore di Twitter, Jack Dorsey, deve dimostrare di avere le capacità per ristrutturare la società. “Puo ristrutturare la società con una ricapitalizzazione e investendo su una nuova strategia video, oppure cercare nuovi acquirenti” dicono gli analisti.
Da mesi, infatti, Twitter sta cercando di ridurre i costi, dopo il fallimento dei precedenti piani di crescita ed espansione. Il titolo del social media ormai è ai minimi: in Borsa capitalizza 12 miliardi, lontano anni luce da 53 miliardi di dollari del dicembre 2013.

Repubblica