Cavalli, via lo stilista e maxi-tagli Il piano per rilanciare il marchio

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gian-giacomo-ferrarisL’amministratore delegato Gian Giacomo Ferraris presenta ai sindacati la ristrutturazione. Chiude la sede di Milano, si concentra tutto in Toscana. Saranno chiusi dei negozi, tra i quali Firenze. Il personale ridotto di oltre 200 persone, soprattutto in Italia. Obiettivo: tornare al pareggio operativo nel 2018. E poi partire con lo sviluppo. Il Ceo: Cavalli ha tutto ciò che serve per avere successo, ma i costi della società devono essere in linea con i ricavi e questo è l’obiettivo. È un piano duro quello che attende la Cavalli. Ma per Gian Giacomo Ferraris, il manager che ha preso le redini della società toscana a fine luglio, è l’unica strada perché il marchio del lusso torni all’antico splendore. Il fatturato è in costante calo e il 2016 si chiuderà con una forte perdita. Da qui la necessità di ristrutturazione articolata in più punti.

Il riordino
Primo passo: lascia Peter Dundas, lo stilista chiamato un anno e mezzo fa per sostituire Roberto Cavalli, lo stilista fondatore che all’inizio del 2015 aveva ceduto il 90% del capitale al fondo Clessidra. Per il momento Dundas non sarà sostituito e le nuove collezioni saranno realizzate dal team creativo interno. Secondo passo: chiude la sede di Milano e tutto sarà concentrato a Osmannoro, il comune di Sesto Fiorentino, dove la società è situata. In Toscana saranno, dunque, riunite tutte le funzioni, da quella creativa a quella operativa a quella logistica, e tutte, compresa la produzione, saranno sottoposte a una riorganizzazione. Terzo passo: sarà chiusa una serie di negozi, tra i quali anche Firenze, oltre a Vienna e Venezia, mentre altri saranno “riallocati”. Quarto e ultimo passo, conseguente dei precedenti: ci sarà una forte riduzione del personale. Oggi sono 672 i dipendenti della Cavalli nel mondo, di cui 437 in Italia: il piano prevede una riduzione di oltre 200 persone, per lo più in Italia, entro fine 2017. L’obiettivo dichiarato è il ritorno a un margine operativo lordo (Ebitda) nel 2018 operativo e assicurare solide prospettive al marchio. Dl 2018 partiranno gli investimenti per lo sviluppo.

Il mercato è cambiato
«L’industria della moda sta attraversando tempi difficili, dettati da una significativa contrazione dei consumi in diversi mercati chiave e da una sostanziale trasformazione delle dinamiche del settore — ha dichiarato Ferraris —. In questo contesto, solo i marchi iconici, con un modello di business coerente e un’organizzazione efficiente saranno in grado di sopravvivere. Dopo la mia iniziale analisi del gruppo, credo che Cavalli abbia tutto ciò che serve per avere successo, ma i costi della società devono essere in linea con i ricavi e questo è l’obiettivo che intendiamo raggiungere».

L’ultima collezione di Dundas
Ferraris, manager che ha alle spalle la ristrutturazione di Versace e prima ancora di Jill Sander, ha presentato questa mattina il suo piano al sindacato e mentre parlava con le rappresentanze sindacali il gruppo ha annunciato l’uscita di Dundas. L’ultima collezione che porta la firma dello stilista è la primavera/estate 2017 presentata il mese scorso a Milano. «A nome di Roberto Cavalli e dei suoi azionisti desidero ringraziare Peter per il suo contributo al marchio, augurandogli il meglio per il suo futuro. In questo momento di transizione e trasformazione, il team stilistico del marchio continuerà a disegnare le collezioni. La nomina del nuovo direttore creativo sarà annunciata a tempo debito». Da parte sua Dundas ha voluto ringraziare Roberto Cavalli e il gruppo «per questa preziosa esperienza», augurando «loro un percorso futuro di successo. Sono particolarmente grato agli ateliers e al team che hanno condiviso con me questa avventura».

Corriere della Sera