Carige, settimana prossima lettera per taglio personale

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carigeLa lettera ai sindacati per l’avvio della procedura di riduzione del personale, come previsto dal piano industriale, sarà inviata dai vertici di Banca Carige  la prossima settimana. “”Abbiamo già avuto un incontro informativo. La prossima settimana con una lettera ai sindacati partirà la procedura per l’avvio della trattativa”, ha affermato l’amministratore delegato della banca, Guido Bastianini, a margine dell’assemblea dell’Abi.

Il business plan di Banca Carige  prevede a fine piano, al 2020, una riduzione del personale di 500 unità, per le quali si prevedono una serie di possibilità che saranno “anche definite dalla trattativa con i sindacati”, ha precisato Bastianini, apprezzando i due interventi di Visco e Padoan all’assemblea dell’Abi: “le loro parole vanno nella giusta direzione”. Banca d’Italia e il Tesoro hanno aperto a un intervento pubblico a favore delle banche italiane, ma Bastianini vuole prima vederci chiaro: “vediamo prima di cosa si tratta”, ha detto.

A Piazza Affari al momento il titolo Banca Carige , di concerto con gli altri titoli bancari italiani, vola del 10,83% a quota 0,3163 euro. D’altra parte è ormai ritenuta attuabile l’ipotesi di autorizzare la garanzia pubblica sugli aumenti di capitale immediatamente dopo l’esito degli stress test (29 luglio) a cui, peraltro, Banca Carige  non partecipa (la banca si presenta oggi con una base patrimoniale in linea con le richieste della Bce: Cet1 al 31 marzo al 12,4% a seguito dell’aumento di capitale del 2015).

Il governo garantirebbe l’inoptato di operazioni che inizialmente dovrebbero essere realizzate sul mercato. Inoltre si starebbe studiando il rafforzamento del fondo Atlante con 3-4 miliardi di euro, con il coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti e altri investitori: l’obiettivo sarebbe quello di acquistare 10 miliardi di euro di Npl da Mps , come richiesto dalla Bce.

Mentre il nuovo piano industriale al 2020 chiesto dalla Bce a Banca Carige  prevede la cessione di un portafoglio di crediti deteriorati per 900 milioni entro la fine di quest’anno e di altri 900 milioni nella seconda metà del 2017, in base alle condizioni di mercato. La perdita derivante dalla cessione dei crediti deteriorati per complessivi 1,8 miliardi di euro entro il 2017 è stata quantificata dal management di Carige  intorno al 10%. Lo scorso 30 giugno Bastianini aveva detto che il fondo Atlante potrebbe essere una “controparte utile” nel processo di vendita dei crediti in sofferenza avviato dalla banca.

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