L’Espresso racconta Milano e l’Italia con 500 scatti d’epoca

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Il settimanale inaugura lunedì a palazzo reale la mostra «la nostra storia»

luigi vicinanzaIl settimanale l’Espresso inaugura lunedì prossimo a Milano la mostra «La nostra storia. Ieri e oggi nelle fotografie de l’Espresso» e riprende così il filo mai spezzato con il capoluogo lombardo dove era nato professionalmente il fondatore del giornale Arrigo Benedetti, da dove Camilla Cederna teneva la rubrica La milanese e dove oggi c’è la redazione distaccata della testata diretta da Luigi Vicinanza e pubblicata dal gruppo presieduto da Carlo De Benedetti.
Da martedì prossimo fino all’11 settembre a Palazzo Reale (ingresso libero), l’esposizione con le sue 500 immagini è l’ideale proseguimento di quella tenuta a Roma al Vittoriano, in occasione dei primi 60 anni del giornale. Ma adesso alle fotografie d’epoca originali si aggiunge una sezione proprio su Milano con 50 immagini ad hoc, per ricordare la città che è stata storicamente «capitale culturale, della moda, economica e dell’editoria», spiega a ItaliaOggi Bruno Manfellotto, ex direttore del settimanale e soprattutto curatore della mostra. «Milano esprimeva la voglia di ricostruzione» dopo la guerra. L’Espresso ha sempre avuto un’attenzione particolare per Milano, a giudizio di Manfellotto, proseguita nel tempo tra la nascita del giornale studentesco La zanzara, gli Anni di piombo, la Milano da bere, Silvio Berlusconi. «Il titolo «La nostra storia» vuole ricomprendere quindi la storia di Milano, dell’Italia», precisa il curatore della mostra, «oltre che di tutto il mondo» come testimoniato dalle foto che ritraggono anche leader internazionali come J.F.K.
L’esposizione arriva fino al 2016 e si riconnette con la Milano «che oggi vive una fase felice grazie a Expo», interviene Vicinanza. «Mi ha colpito per il suo minimalismo anche il dibattito prima delle ultime elezioni amministrative.
E, se sorge spontaneo il parallelo con Roma, penso al detto «a Roma come va va male, a Milano come va va bene», a significare un po’ l’immobilismo capitolino che porta al degrado e un po’ il desiderio del capoluogo lombardo di migliorarsi, anche di recente da un punto di vista urbanistico».
La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Contrasto e da una serie di incontri tematici, a partire da settembre.

Marco A. Capisani, Italia Oggi