Aspettate ad acquistare un iPhone

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Che il telefono scelto sia un Apple oppure no, meglio attendere gli annunci di settembre. Nuovo modello più sottile e veloce, poi sconti sugli attuali

Foxconn manager arrested fro stealing 4,000 iPhone 6C’è una regola non scritta che però gli amanti della Mela conoscono bene: a settembre esce un nuovo iPhone. Con una variante ad anni alterni: un anno Apple lancia un modello veramente nuovo, quello successivo un modello solo migliorato e con l’aggiunta di una «S». La vera regola, però, è questa: anche se si ha bisogno di un cellulare nuovo, passato giugno è meglio aspettare e spremere quello che si ha.
A meno che non si scelga un’altra marca, anche perché l’iPhone che si comprerebbe ora sarebbe scontato fra qualche mese.
Non è un caso se mercoledì scorso il Wall Street Journal ha dedicato tre quarti di pagina a un articolo dal titolo «È un cattivo momento per comprare un iPhone», in cui l’autrice spiega ai profani come vanno le cose in casa Cupertino:
1. Il nuovo iPhone sarà sempre migliore di quello attuale.
2. Non importa la stagione, Apple cercherà sempre di venderti un iPhone.
3. I nuovi iPhone di solito sono presentati a settembre e a quel punto i prezzi di almeno alcuni di quelli attuali scenderanno.
Tre punti che messi insieme portano appunto alla regola «non comprare un iPhone una volta arrivato giugno, aspetta il nuovo modello».
Se tutto ciò è vero sempre, questo poi è l’anno speciale della liturgia della Mela, quello in cui uscirà un modello con design rinnovato che sarà chiamato verosimilmente iPhone 7. Qualche incognita in verità resta: il 2017 saranno 10 anni di iPhone e secondo le voci che circolano fra la stampa specializzata americana, la vera rivoluzione arriverà proprio allora. Inutile però ragionare anche su questo: la regola no-buy che la redattrice del Wsj dice scherzosamente di aver brevettato, non può essere estesa per un anno e mezzo, perché nessuno la seguirebbe.
Ma quali saranno, secondo i rumors pubblicati qua e là, le novità che la Mela introdurrà nel suo telefonino? Non tantissime, sembra, per quanto detto prima, ma anche per un altro motivo: man mano che le caratteristiche necessarie sono state introdotte, si tratta di tirare fuori dal cilindro novità che non sempre ci sono. Senza contare che i tempi della sostituzione da parte dei consumatori si allungano e le carte devono essere giocate con sapienza. Il Wsj cita uno studio di Consumer Intelligence Research Partners secondo cui i proprietari dell’iPhone tendono ormai a tenere per più tempo il proprio cellulare: il 12% lo tiene per più di 3 anni, una percentuale che era del 5% fino a due anni fa.
Per quel che se ne sa, il nuovo iPhone sarà più sottile e più resistente all’acqua, soprattutto grazie all’eliminazione dell’ingresso per le cuffie. Gli auricolari si potranno inserire nell’ingresso lighting, quello dell’alimentazione, oppure si potranno usare i modelli bluetooth. Nelle scorse settimane si è parlato inoltre di una trasformazione del bottone home che potrebbe non essere più meccanico ma integrato nello schermo. Oltre a essere più veloce e a partire dai 32 giga di memoria, poi, novità dalla fotocamera frontale, che nel modello Plus da 5,5 pollici dovrebbe raddoppiare per migliorare le foto. Resta da capire come sarà affrontato il tema batteria: con l’uso intensivo che si fa dello smartphone oggi invecchia velocemente e la sua durata diventa un problema.
Aspettare per vedere passato giugno, insomma. E se il cellulare che si ha è «veramente arrivato»? Il Wsj consiglia di mettere delle toppe: se il problema è lo schermo rotto lo si può cambiare cercando di spendere il meno possibile e recuperando in parte la spesa quando si rivende lo smartphone. Se invece il problema è la batteria, visto che cambiarla costa un po’, si può optare per un accumulatore esterno. Nel caso infine che lo smartphone sia diventato un po’ troppo lento si possono spostare foto e video su pc o su un servizio di storage online (Google Foto, Onedrive, DropBox). Fatto questo si potrà decidere con calma: nuovo iPhone, altra marca o tenere il proprio ridiventato nuovo.

di Andrea Secchi, Italia Oggi