Saldi estivi all’esame Brexit con sconti record, budget sarà di 232 euro a famiglia

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Renato BorghiAl via una nuova stagione di saldi che si preannuncia con sconti record per i consumatori che si daranno allo shopping a partire da domani. Per la prima volta l’avvio dei saldi risponde alla richiesta di Federazione Moda Italia di avere una data unica a livello nazionale anche per evitare fenomeni di distorsione di concorrenza tra imprese nei diversi territori.
I saldi estivi, al via il 2 luglio in tutta Italia, dovranno superare l’esame Brexit con i timori sollevati dalla decisione dei britannici di lasciare l’Unione Europea che potrebbero in parte frenare la giù timida ripresa della fiducia dei consumatori italiani.
Shopping medio di 100 euro pro-capite
Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo circa 232 euro per un valore complessivo intorno ai 3,6 miliardi di euro. “Speriamo che le tante chiacchiere, l’agitazione e le molte ansie create intorno alle conseguenze della Brexit – afferma Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia e vicepresidente di Confcommercio – non vadano a penalizzare un clima di fiducia delle famiglie italiane che già non è al massimo. I consumi ancora deboli in stagione e le condizioni meteo non favorevoli hanno determinato una forte disponibilità di ’invenduto’. Per questo i consumatori avranno ampia possibilità di scelta”.
Sconti record: -23,7% abiti e -21,4% le calzature
L’Unione Nazionale Consumatori prevede sconti record per quanto riguarda i saldi estivi, anche se inferiori rispetto a quanto solitamente pubblicizzano i commercianti in vetrina. Il record è per gli indumenti che saranno scontati del 23,7%. Ribassi inferiori per le calzature, i cui prezzi scenderanno del 21,4%. Il calo minore, come sempre, spetta agli accessori (guanti, cravatte, cinture…), con uno sconto stimato del 12,8%.
“Gli sconti raggiungono il primato per quanto riguarda i saldi estivi, ma sono inferiori rispetto a quelli invernali e decisamente più bassi rispetto a quelli sbandierati in vetrina. I ribassi del 70% o del 50%, insomma, non esistono, salvo talvolta nell’Alta moda. Un commerciante con percentuali così alte di sconto, infatti, dovrebbe vendere sottocosto. L’abitudine di ritoccare il prezzo vecchio, così da alzare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto, è rimasta”, afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per questo il consiglio che diamo è di guardare sempre al prezzo effettivo da pagare e di diffidare di riduzioni troppo elevate” conclude Dona.

Titta Ferraro, Finanza.com