Consob, Calenda: “Sono stati fatti errori gravi, ha ragione la Gabanelli”. Che ha chiesto le dimissioni di Vegas

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Il ministro dello Sviluppo economico si schiera con la giornalista, che aveva chiesto un passo indietro dell’ex braccio destro di Tremonti. Come dimostra un documento pubblicato da Report, i vertici della commissione hanno eliminato dai prospetti gli scenari probabilistici, omettendo i rischi che i risparmiatori correvano con i propri investimenti

calendaCarlo Calenda scarica Giuseppe Vegas. “Non sta al governo commentare l’operato di autorità indipendenti, ma degli errori gravi sono stati fatti. La Gabanelli ha ragione”. Il ministro dello Sviluppo economico, uomo vicino al premier Matteo Renzi, parlando a Radio24 ha dato ragione alla giornalista di Report, che aveva chiesto le dimissioni del presidente Consob. Come dimostra un documento pubblicato dalla trasmissione Rai, i vertici della commissione ha deciso di eliminare dai prospetti gli scenari probabilistici, vale a dire l’indicazione sintetica delle probabilità di guadagnare o perdere su un titolo. In questo modo, i risparmiatori delle quattro banche fallite non sono stati avvertiti dei rischi che correvano investendo in obbligazioni subordinati.
La presa di posizione di Calenda ha ricevuto il plauso del viceministro dell’Economia Enrico Zanetti, che pochi giorni fa aveva caldeggiato un passo indietro di Vegas. “Bene il ministro Calenda su Consob – affermato il leader di Scelta civica – Adesso siamo in due, nel governo, a dire in modo esplicito che ci sono stati errori e goffe autoassoluzioni. Il punto è capire se basta o dobbiamo diventare tre, quattro o cinque. Non credo sarà un problema, ma sarebbe opportuno risparmiarlo all’istituzione”. Più neutrale, invece, il commento dell’altro viceministro all’Economia, Enrico Morando: “Abbiamo collaborato con l’autorità di vigilanza in modo leale e costruttivo. Dire di più significa che il governo si mette a fare un mestiere che non è suo”.
Nella recente relazione annuale al mercato, il presidente Consob ha assolto se stesso e la commissione dalla responsabilità di non aver vigilato sulla vendita di strumenti rischiosi a persone che non potevano capire che avrebbero potuto perdere tutto. “L’attività umana non è mai esente da rischi – si era giustificato Vegas – I poteri pubblici non possono eliminare ogni forma di rischio, ma devono renderlo ragionevole. Questo è il compito delle autorità di tutela del risparmio. Le donne e gli uomini che le guidano e vi lavorano possono, come ogni essere umano, commettere errori”. E nel dicembre 2015, in diretta tv a Ballarò, aveva scaricato il barile sulle autorità europee, a suo dire colpevoli di avere “bocciato più volte” lo strumento degli scenari probabilistici. Ma Bruxelles, pur non rendendoli obbligatori, non ne ha nemmeno mai vietato l’utilizzo.
Ma la vicenda degli scenari probabilistici è solo l’ultima bufera che si scatena attorno alla figura di Giuseppe Vegas. In merito alle quattro banche poste in risoluzione, la Consob così come la Banca d’Italia sarà chiamata a rispondere di omesso controllo in solido nelle numerose cause risarcitorie che associazioni e risparmiatori truffati stanno preparando. In passato, Vegas è stato accusato di aver influenzato il corso della partite finanziarie anziché svolgere il ruolo di arbitro imparziale nel caso dell’Opa Ei Towers-Mediaset sulla concorrente Rai Way e, in particolare, nella conquista di FondiariaSai da parte di Unipol. In questa occasione, Vegas spiegò all’amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel come modificare i termini dell’operazione per ottenere l’approvazione della commissione. E infine, il presidente Consob è indagato dalla procura di Roma per abuso d’ufficio in relazione a presunte irregolarità nelle nomine disposte dall’autorità. Al centro delle indagini ci sono incarichi interni come quello dell’ex direttore generale Gaetano Caputi, poi sostituito da Angelo Apponi, l’ex capo della divisione emittenti che, secondo quanto emerso dalle carte della procura di Milano su un ramo dell’inchiesta su Unipol-Fonsai, intratteneva rapporti “privilegiati” con il controllato Mediobanca.

Il Fatto Quotidiano