Marchionne se ne va nel 2019

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John Elkann, presidente di Exor: non sarò io il successore alla guida di Fiat Chrysler. La finanziaria riprenderà a investire l’anno prossimo

Marchionne Fiat FcaSergio Marchionne lascerà il timone della controllata Fiat Chrysler nel 2019: lo ha annunciato il presidente di Exor, John Elkann, durante l’assemblea degli azionisti. Elkann ha precisato che «quando si parla di 2018 si intende l’approvazione del bilancio e, quindi, il 2019».
Quanto alla successione, la scelta del candidato verrà fatta all’interno dell’azienda, «è un percorso su cui stiamo lavorando». In ogni caso, Elkann si è chiamato fuori.
Quanto all’eventuale matrimonio del costruttore, il numero uno della finanziaria degli Agnelli ha ribadito che Peugeot Citroën non è il partner adatto. In ogni caso, «noi abbiamo ribadito l’importanza di portare avanti il piano di Fca: se si presentano occasioni per il consolidamento, le valuteremo». Acqua sul fuoco, poi, sui presunti contrasti con le autorità tedesche in merito alle emissioni dei motori diesel: «Le autorità competenti sono quelle italiane e abbiamo agito in assoluto coordinamento con esse», ha sottolineato a chi chiedeva della mancata partecipazione di Fca all’incontro sulle emissioni convocato dal ministero tedesco dei trasporti. «Fiat Chrysler è stata molto chiara in proposito ed è pronta a collaborare».
Per quanto riguarda Exor, la società non farà ulteriori investimenti quest’anno, mentre nel 2017 ricercherà opportunità di acquisto con la logica che ha portato a rilevare il 13% di Welltec, definito da John Elkann un investimento di valore e a basso costo.
Ci si concentrerà inoltre sulla riduzione e sulla sostenibilità del debito, a scapito anche di un incremento della cedola. «Non abbiamo alcun problema di finanziamento. Per Partner Re abbiamo usato le nostre risorse liquide, ma abbiamo anche attinto al debito, oggi pari a 3,7 miliardi, e il nostro piano è di portarlo a 3 mld nel 2017. Quest’anno non abbiamo spazio per fare nuovi investimenti».
Elkann ha osservato che la volontà è quella di mantenere una struttura del debito prudente: «Vogliamo essere in equilibrio fra quanti soldi incassiamo e quanti ne diamo a livello di dividendo. Siamo in una fase in cui vogliamo ridurre il debito e vogliamo distribuire meno di quanto incassiamo. La cedola è identica a quella che abbiamo dato negli anni precedenti, non l’abbiamo aumentata, ma certamente non è diminuita». Su Partner Re, la recente acquisizione nel settore riassicurativo, un comparto ritenuto da più di un osservatore in calo di redditività, Elkann sostiene che la compagnia americana ha «molte opportunità su cui lavorare e rafforzarsi: riteniamo realizzabili obiettivi di ritorno sul capitale fra l’8 e il 10% nel prossimo decennio. Il settore riassicurativo ha avuto un decennio molto positivo in termini di ritorni. Non c’è dubbio che il prossimo decennio sarà più difficile».
A Piazza Affari Exor ha guadagnato il 5,32% a 34,09 euro.

Italia Oggi