Mediaset Premium, rosso di 56 milioni nel primo trimestre. Bolloré ha fatto un buon affare?

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Mediaset ha presentato i risultati del primo trimestre. In crescita ricavi, utili e pubblicità ma pesa ancora il rosso della pay tv acquistata da Vivendi.

vincent bollore vivendiBolloré avrà fatto un buon affare con Mediaset Premium? Nei prossimi mesi sapremo se il presidente della francese Vivendi riuscirà effettivamente a lanciare il progetto di una media company con vocazione paneuropea (qualche problemuccio ce l’ha anche in Francia), ma al momento fanno riflettere i dati finanziari del primo trimestre 2016, presentati dal Biscione che evidenziano un forte rosso proprio a causa della pay tv ora ceduta mentre sono in forte salita i ricavi e la raccolta pubblicitaria. Questo ci fa pensare che l’affare lo ha fatto proprio la famiglia Berlusconi, dismettendo l’asset della tv a pagamento e dimostrando anche un certo fermento che la spinge di più verso il digitale. Ieri è, infatti, stato annunciato che Mondadori ha acquistato Banzai Media Holding per 45 milioni di euro. Un’operazione importante perché Mondadori acquisisce così 17 milioni di nuovi utenti unici che, sommati ai suoi 9 milioni, la faranno diventare il terzo operatore Internet in Italia dopo Google e Facebook. Ma torniamo a Mediaset. I ricavi netti continuano, infatti, a crescere e sono pari a 786,1 milioni di euro in aumento rispetto ai 718,5 milioni del primo trimestre 2015 (+67,6 milioni di euro). In particolare, i ricavi in Italia sono stati pari a 556,0 milioni di euro rispetto ai 498,2 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. In Spagna i ricavi ammontano a 230,7 milioni di euro rispetto ai 220,7 milioni del 2015. Va bene anche la pubblicità: in Spagna i ricavi pubblicitari televisivi lordi si sono attestati a 222,2 milioni di euro rispetto ai 216,5 milioni dell’esercizio precedente. In Italia hanno raggiunto i 498,1 milioni di euro rispetto ai 484,6 milioni di euro dei primi tre mesi 2015. Mediaset segnala anche che al 31 marzo 2016 la raccolta dell’azienda in Italia registra segno positivo da 11 mesi consecutivi, “un’evidenza della competitività dell’offerta crossmediale dei mezzi del gruppo”. L’Ebit è positivo per 105,4 milioni di euro rispetto ai 44,6 milioni dell’omologo trimestre precedente (+60,8 milioni di euro). L’utile delle attività in continuità è pari a 38,6 milioni di euro rispetto alla perdita di 0,1 milioni di euro registrata nel primo trimestre 2015 (+38,7 milioni di euro). Vanno bene anche gli ascolti televisivi: nei primi tre mesi dell’anno le reti Mediaset confermano una netta leadership sul target commerciale sia in Italia sia in Spagna. In Italia, Mediaset è leader sul target commerciale 15-64 anni con il 34,1% di share nelle 24 ore. In Spagna, le reti televisive Mediaset España mantengono la leadership assoluta nelle 24 ore con il 29,4% di share. Mediaset chiude insomma un periodo che evidenzia risultati migliori rispetto ai primi tre mesi dell’esercizio 2015 se non fosse per le perdite sulle quali pesano i 600 milioni di euro investiti per acquistare i diritti televisivi della Champions League, che non ha portato i risultati sperati in termini di aumento degli abbonamenti di Premium che continua ad arrancare.“Era molto tempo che non vedevamo una simile crescita dei ricavi”, ha detto il direttore finanziario di Mediaset, Marco Giordani. Effettivamente così è, ma c’è ancora Premium che intralcia l’ascesa.Il risultato netto è, infatti, negativo per 18 milioni di euro rispetto ai +0,6 milioni euro conseguiti nello stesso periodo del 2015. Sul dato ha inciso negativamente, precisa la stessa Mediaset, il risultato netto delle attività discontinue (Mediaset Premium) pari a 56,6 milioni di euro (a fronte dei +0,7 milioni di euro nello stesso periodo del 2015).L’indebitamento finanziario netto è passato dagli 859,4 milioni di euro del 31 dicembre 2015 ai 908,1 milioni di euro del 31 marzo 2016. L’incremento è dovuto principalmente all’investimento di 91,4 milioni di euro per il completamento del piano di riacquisto di azioni proprie con obiettivo l’incremento della quota di controllo in Mediaset España. Riguardo all’intesa con Vivendi, Giordani ha commentato che “al momento non ci sono notizie: stiamo lavorando con l’Antitrust per il closing e non ci saranno notizie prima dell’estate”. Bisognerà quindi attendere la fine del terzo trimestre ma da allora in poi Premium passerà sotto la gestione di Vivendi. Mediaset informa che al termine dei primi quattro mesi del 2016 l’andamento della raccolta pubblicitaria in Italia ha fatto registrare un aumento del 4,7% che rafforza e consolida il trend di crescita registrato nei primi tre mesi. Anche in Spagna l’andamento dei ricavi pubblicitari nello stesso periodo ha mantenuto un ritmo di crescita decisamente sostenuto. “Sulla base di tali risultati e in presenza di condizioni generali e di mercato progressivamente più stabili, l’andamento dei ricavi pubblicitari del gruppo nella prima parte dell’anno si dovrebbe pertanto mantenere positivo”. Nella seconda parte dell’esercizio, i risultati del gruppo rifletteranno anche gli effetti derivanti dalle variazioni del perimetro di consolidamento connessi a due diverse operazioni. Da un lato, il perfezionamento dell’accordo con Vivendi, dall’altro, il consolidamento e l’avvio dell’integrazione delle attività radiofoniche del Gruppo FinelcoIl mese scoro Mediaset ha, infatti, incassato il via libera dall’Antitrust per la costruzione del nuovo polo leader nel mercato radiofonico in Italia.