CDI: Prevenzione al femminile per la festa della donna

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L’8 marzo il Centro Diagnostico Italiano dedica una giornata alle donne offrendo gratuitamente presso le sue sedi il test del virus HPV ad alto rischio. Il presidente Diana Bracco sottolinea: “Con questa iniziativa vogliamo ricordare a tutte le donne l’importanza della prevenzione”. Da una ricerca del CDI è emerso infatti che solo 1 donna su 3 si è sottoposta al test HPV

Diana Bracco_2016_FOTO_40anniCDIIn occasione della Festa della Donna, recipe gli speti del CDI saranno a disposizione per eseguire gratuitamente su prenotazione il test per la ricerca del virus HPV ad alto rischio. Il presidente e amministratore delegato del Centro Diagnostico Italiano Diana Bracco sottolinea: “L’iniziativa nasce dalla volontà di ricordare a tutte le donne l’importanza della prevenzione”. Da una ricerca promossa dal CDI, diagnosis infatti, su un campione di oltre 2.000 donne di Milano e provincia, è emerso che solo 3 donne su 10 si sono sottoposte nella vita al test di ricerca del virus HPV ad alto rischio, responsabile di quasi la totalità dei tumori del collo dell’utero. L’iniziativa dell’8 marzo, oltre all’esecuzione del test, prevede, in caso di positività del risultato, un’azione di counselling da parte del ginecologo che richiamerà personalmente la paziente. “Nei nostri poliambulatori”, sottolinea il presidente Diana Bracco, “le persone trovano tecnologie che, con forti investimenti, da 40 anni manteniamo costantemente all’avanguardia e si sentono coccolate da medici e personale di prim’ordine. Oggi il CDI può contare su una straordinaria comunità scientifica composta da oltre 700 medici e speti. La nostra stessa organizzazione per isole tematiche, a partire da quella pensata per le donne, è plasmata sulle esigenze dei pazienti”.
Il Percorso Donna
La presa in carico della paziente, che da sempre contraddistingue il Centro Diagnostico, è una delle peculiarità di un nuovo servizio, chiamato Percorso Donna. Si tratta di un check up personalizzato al femminile, suddiviso in quattro fasce di età, proprio perché ad ogni periodo di vita corrispondono peculiari patologie e conseguenti visite e approfondimenti da fare: adolescenti, under 40, 40-50 anni, più di 50. I percorsi sono coordinati da un ginecologo tutor che segue la paziente per l’intero iter diagnostico, a cominciare dal primo contatto telefonico nel caso di eventuali dubbi e consigliando, al termine di visite ed esami, eventuali approfondimenti da eseguire in un secondo momento, e rimanendo a disposizione attraverso un indirizzo mail. Non solo: per facilitare il dialogo tra medico e paziente, CDI ha pensato di strutturare il percorso inserendo al suo interno medici quasi esclusivamente donne. Il Percorso Donna si caratterizza anche in un tempo molto concentrato di esecuzione: per venire incontro alle donne che lavorano, infatti, visite ed esami sono concentrati in un arco di 4 ore al massimo, da eseguirsi ovviamente all’interno di un’unica sede.
Il virus HPV e il test
Il virus del papilloma umano (HPV, dall’inglese Human Papilloma Virus) è in realtà una famiglia di virus che infettano le cellule che ricoprono la superficie della pelle e delle mucose, quali i tessuti di rivestimento di bocca, gola, cervice, vulva, vagina e ano. Si conoscono oltre 120 tipi diversi di HPV, ma solo alcuni di essi, circa 13 tra i 40 che colpiscono le zone genitali, sono responsabili del tumore della cervice uterina e, pertanto, vengono chiamati ceppi ad alto rischio. Nella maggior parte dei casi l’infezione causata da un virus HPV passa inosservata poiché non provoca effetti di rilievo e spesso si risolve senza che la paziente se ne sia accorta. Nel 70-90% dei casi il sistema immunitario dell’organismo riesce, infatti, a debellare il virus spontaneamente nell’arco di due anni. Quando però l’infezione da parte di un ceppo ad alto rischio persiste e non viene trattata, può dare origine, in un tempo stimato anche di cinque anni, a lesioni cellulari precancerose che possono guarire spontaneamente o, raramente, evolvere in un vero e proprio tumore, anche a distanza di vent’anni. Non vi è modo però di prevedere quali lesioni regrediranno da sole e quali invece no. Il test consiste in un semplice prelievo di una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero.
L’indagine del CDI
Tra i dati emersi dalla ricerca condotta da CDI si evince che le donne si rivelano sensibili al tema della prevenzione: il 42,1% si è sottoposto alla prima visita ginecologica tra i 18 e i 20 anni, mentre Il 50% preferirebbe un ginecologo donna a conferma della validità della scelta del Percorso Donna. Leggera confusione appare invece sulla periodicità alla quale è consigliato sottoporsi alla mammografia: ogni anno secondo il 48,1% e ogni due anni per il 45,3%; nonostante questo dubbio, la maggioranza delle intervistate (48,6%) conviene che andrebbe fatta regolarmente a partire dai 40 anni.