Milan-Torino 1-0, Antonelli gol: Mihajlovic resta a -6 dalla Roma

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I rossoneri sbloccano il risultato a fine primo tempo e rischiano qualcosa nel finale, shop check ma provano a rimanere in corsa per la Champions. Traversa di Honda su punizione sullo 0-0

milan antoneliIn attesa della Fiorentina, che andrà in scena lunedì, occorreva ridurre – almeno per quarantott’ore – il distacco dal terzo posto. Missione compiuta: il Milan archivia il Torino con un gol di Antonelli (se non ci pensa Bacca, c’è sempre qualcuno pronto a sopperire) e prosegue la lunga striscia positiva a caccia della Champions. Con questo siamo arrivati a nove risultati utili di fila (cinque vittorie e quattro pari), e ciò che conforta Mihajlovic è che ora come ora il distacco dal gradino più basso del podio si è ridotto da otto a sei punti. In attesa, come dicevamo, della Viola. Per Sinisa – panchina italiana numero 200 – un altro mattone importante nel tortuoso cammino in vista della prossima stagione. Il Toro, che nelle ultime otto uscite ha vinto una volta sola, resta in quel limbo di medio-bassa classifica che non permette di avere ambizioni e regala davvero pochissimi stimoli.
LE SCELTE — Mihajlovic, che ha ormai individuato un blocco di titolarissimi a cui affidarsi, ha sopperito alla squalifica di Montolivo con un centrocampo muscolare e di incursori, composto da Kucka e Bertolacci. In difesa Zapata, autore di un’ottima prova a Napoli, si è meritato la riconferma, anche perché Romagnoli non è ancora al top atletico dopo un’influenza particolarmente debilitante. In avanti, con Balotelli, Menez e Boateng ancora indietro di condizione, spazio ai soliti noti Bacca e Niang. Anche Ventura ha dovuto rinunciare a uno squalificato, Benassi (oltre agli infortunati Bovo, Gazzi e Avelar), e così la mediana è stata irrobustita con Acquah. Il grande dubbio di vigilia, ovvero chi impiegare sulle fasce, si è risolto a favore di Zappacosta a destra e Bruno Peres a sinistra, con Molinaro in panchina. Attacco affidato alla coppia Belotti-Immobile.
PROBLEMI — Il Milan, com’era facilmente immaginabile, ha iniziato la partita con grande aggressività, cercando di dare continuità a quei pregi delle ultime uscite che tanto sono piaciuti a Berlusconi (i rossoneri hanno giocato con una speciale maglia celebrativa per il trentennale di Silvio sul ponte di comando del club). Ma per oltre metà tempo non è andata come previsto: tanto possesso palla, ma diverse difficoltà a creare pericoli veri per Padelli. Così le opportunità migliori le ha avute il Toro in contropiede: dopo due minuti Zapata si è esibito in un recupero prodigioso su Belotti lanciato a rete, al quarto d’ora Donnarumma ha smanacciato in angolo un pericoloso tiro-cross di Immobile, qualche minuto dopo Belotti non è arrivato per un soffio su un cross di Zappacosta e alla mezz’ora Immobile si è mangiato un gol sparando sull’esterno da ottima posizione. Fiammate, certo, ma cenni di vita preoccupanti per un Milan che non riusciva a produrre lo spunto negli ultimi venti metri e mostrava di patire soprattutto a sinistra, con le frequenti discese di Zappacosta. Molto meglio lui di Peres, irriconoscibile e ingabbiato da Honda e Abate sulla sponda opposta.
GOL E BRIVIDI — La gara dei rossoneri è cambiata al 27’ con la punizione di Honda che è andata a stamparsi sulla traversa. Si è scossa lei e si è scossa anche la squadra. Al 35’ Bonaventura ha chiamato Padelli a un intervento complicato con un bel piatto destro e negli ultimi spiccioli di tempo il Milan è passato: sugli sviluppi di un angolo Kucka ha fatto torre di testa per Antonelli, che ha rubato il tempo a tutti (reattività granata assolutamente insufficiente) e ha infilato a pochi passi da Padelli. Un gol fondamentale, perché ha sbloccato una partita poco agevole proprio allo scadere. La ripresa è iniziata con lo stesso canovaccio della prima frazione. Pallone fra i piedi rossoneri, molta intensità e ricerca immediata del raddoppio. Ci ha provato Bonaventura con una finezza a giro fuori non di molto, poi Bacca si è visto annullare – giustamente – un gol in fuorigioco. Era il 16’, e a quel punto il Milan è calato, lasciando campo al Toro. Il pericolo più grande è arrivato da una botta di Immobile su cui Donnarumma è stato bravissimo. Per il resto, qualche patema rossonero di troppo fino al fischio finale, ma senza effetti pratici. Martedì nuovo appuntamento a San Siro: con l’Alessandria c’è in ballo la finale di Coppa Italia.

di Marco Pasotto “Gazzetta dello Sport”