Caso Schelotto: anche Mancini, Seedorf e Montella “senza patentino”

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L’allenatore del Palermo è stato solo l’ultimo di una lunga serie: prima di lui anche Stramaccioni, illness Giampaolo e Mangia. Grazie a deroghe e “assistenti” particolari…

mancini fiorentinaAl volante, diagnosis la guida senza patente non è più reato, clinic ma prevede comunque una sanzione fino a 9.000 euro di multa. Nel calcio, invece, allenare senza “patentino”, cioè senza abilitazione, con qualche escamotage, è possibile. Lo dice la storia: sono numerosi, negli ultimi 15 anni, i tecnici che hanno iniziato la loro carriera in panchina pur senza aver ancora conseguito la licenza. Per alcuni, è stato il principio di un percorso di successi. Per molti altri, invece, è stato soltanto un episodio.
IL TURCO E IL MANCIO — In principio, fu la Fiorentina. Era il marzo del 2001, quando Vittorio Cecchi Gori scelse Roberto Mancini per sostituire l’esonerato Fatih Terim. Contro l’approdo del Mancio in panchina si schierarono il presidente dell’Assoallenatori, Renzo Ulivieri, e il Settore Tecnico della Federcalcio, perché l’attuale tecnico dell’Inter non solo non aveva ancora conseguito il “patentino”, ma era pure ancora tesserato con la Lazio, in qualità di vice di Sven Goran Eriksson. Decisivo fu l’intervento del Commissario Straordinario della Figc, Gianni Petrucci, che concesse una “deroga” ad hoc. Fu così possibile la staffetta tra due allenatori senza “patentino”, considerato che anche Terim non possedeva l’abilitazione per allenare in Italia ed era affiancato in panchina da Antonio Di Gennaro. Nella stessa stagione, ricorse a questo escamotage anche il Milan, che sostituì Zaccheroni con Mauro Tassotti, affiancando a quest’ultimo Cesare Maldini.
RIVOLUZIONE CAPITALE — Deroghe ed assistenti particolari tornarono a far parlare di sé nella stagione 2004-05: la Roma, orfana di Cesare Prandelli, chiamò in panchina Rudi Voeller, al quale fu affiancato Ezio Sella. La strana coppia durò appena 5 giornate, ma Sella tornò utile anche nel finale di stagione, per permettere a Bruno Conti di guidare i giallorossi alla salvezza. Anche l’ex Campione del Mondo, come il tedesco, infatti, non possedeva il “patentino”.
Giampaolo allenatorePAGA UNO PER TUTTI — Tutti questi escamotage, sono sempre stati tacitamente accettati dal sistema. Tranne in una circostanza. È la stagione 2005-06, quando Marco Giampaolo prende la guida dell’Ascoli, affiancato da Massimo Silva. L’attuale allenatore dell’Empoli, però, forse si espone troppo e, così, viene squalificato fino al termine del campionato per ”violazione dei doveri di lealtà, correttezza e probità sportiva”. Nella stessa stagione, si segnala anche l’assistenza di Franco Paleari a Roberto Rizzo sulla panchina del Lecce.
SPINELLI, CELLINO E ZAMPARINI — Con la loro fama di “mangia-allenatori”, non potevano che essere i presidenti di Livorno, Cagliari e Palermo i primatisti di esperimenti in panchina. Primo della lista, Fernando Orsi alla guida della squadra di Spinelli (stagione 2006-07), assistito da Luciano Spinosi. Tre stagioni più tardi toccò a Gennaro Ruotolo (2009-10), affiancato dal settantenne Vittorio Russo. Zamparini, invece, ci provò con Rosario Pergolizzi (2006-07, con l’assistenza di Renzo Gobbo) e, soprattutto, con Devis Mangia (2011-12), che, però, ricevette una deroga dal Settore Tecnico. Cellino, infine, ha puntato sulle bandiere: prima Gianluca Festa (2009-10, con Giorgio Melis al fianco), poi Diego Lopez (2012-13), anche se in panchina figurava ufficialmente Ivo Pulga.
LA COMETA DI BOLOGNA — Più curioso che mai resterà il caso del Bologna della stagione 2010-11: la società decide di esonerare Franco Colomba alla vigilia del debutto in campionato contro l’Inter, ma non ha ancora in mano l’accordo con il sostituto. Così, in panchina, finisce Paolo Magnani, ex istruttore di tennis e, all’epoca, allenatore della Primavera. Vista la specificità del caso, anche lui ottenne una deroga dal Settore Tecnico, prima di lasciare il posto a Malesani.
GUARDIOLA GENERATION — Negli ultimi anni, comunque, i casi sono notevolmente aumentati e hanno riguardato soprattutto ex giocatori. Vincenzo Montella, per esempio, nella stagione 2010-11, quando subentrò a Ranieri alla guida della Roma, fu affiancato da Aurelio Andreazzoli. Come allenatore dell’Inter, nel finale del campionato 2011-12, invece di Andrea Stramaccioni figurava Beppe Baresi. L’attuale allenatore del Panathinaikos, tra l’altro, dovette prolungare il suo periodo di “affiancamento” anche nella stagione successiva, essendo stato bocciato all’esame per ottenere il “patentino”. Se i due ex colleghi nel settore giovanile della Roma, comunque, sono poi diventati allenatori sul campo a tutti gli effetti, le situazioni più recenti, invece, hanno protagoniste soprattutto “meteore”: Cristian Bucchi, affiancato da Bruno Nobili al Pescara nel 2012-13, Fabio Liverani, con l’assistenza di Roberto Murgita al Genoa nel 2013-14, e Clarence Seedorf, che, nonostante l’ostracismo di Renzo Ulivieri, ottenne la deroga dal Settore Tecnico.
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di Fabio Russo “Gazzetta dello Sport”