Hacker, terrorismo, crollo dei mercati. L’uomo minaccia la crescita più della natura

Share

FAMIGLIE SEMPRE PIU' TECNOLOGICHE, <a href=illness IL 95% USA PC PORTATILI” width=”300″ height=”223″ />(Repubblica) Secondo una ricerca dei Lloyd’s, stuff 30 miliardi di Pil di Milano, Roma, Napoli e Torino sono a rischio per motivi legati all’attività dell’uomo. Guardando alle 301 principali città del mondo, la porzione di Prodotto minacciata è di 4.600 miliardi di dollari: il crollo dei mercati finanziari è la Spada di Damocle più pesante per il Pil mondiale, rappresenta un quarto delle perdite potenziali

MILANO – L’attività dell’uomo rischia di costare caro alle principali città italiane, che potrebbero veder sfumare la bellezza di 30 miliardi di Prodotto interno lordo di crescita economica. E’ una ricerca dei Lloyd’s a lanciare l’allarme e a dire che “un totale di 43,88 miliardi di dollari di Pil prodotto dai quattro principali centri di crescita economica in Italia potrebbe essere a rischio, nel corso del prossimo decennio, a causa di una serie di minacce”. L’assicuratore speta dei rischi speciali aggiunge che “quasi il 70% di questa perdita deriverebbe da rischi legati direttamente alle attività dell’uomo, quali il crollo dei mercati, shock del prezzo del petrolio e attacchi informatici”.

La stima viene fatta utilizzando il City Risk Index, basato su una metodologia di ricerca di Cambridge, che studia l’impatto economico che 18 tipologie di rischi distinti possono avere su 301 città tra le principali nel mondo. Il report stima che le minacce, nel prossimo decennio, possano mettere a rischi fino a 4.600 miliardi di dollari di Pil in queste grandi città globali. “I risultati indicano inoltre che i rischi legati alle attività dell’uomo quali attacchi informatici, terrorismo e fluttuazioni del prezzo del petrolio, costituiscono oggi minacce più significative rispetto alle tradizionali catastrofi naturali quali inondazioni, terremoti e siccità. Per esempio, il crollo dei mercati finanziari è la minaccia più importante per il Pil mondiale, rappresentando quasi un quarto delle potenziali perdite di tutte le città oggetto dello studio”. Per quanto riguarda l’Italia, il report rileva che Milano, Roma, Torino e Napoli insieme dovrebbero produrre nel corso della prossima decade un Pil annuale pari a 499,58 miliardi di dollari. Ma circa il 9% (45 miliardi di euro circa) di questa crescita economica sarebbe a rischio a causa dell’insieme delle 18 minacce naturali e derivanti dall’attività dell’uomo.

Prendendo in esame le quattro città nel loro insieme, si evidenzia che il crollo dei mercati costituisce l’esposizione economica più significativa ponendo a rischio 12,02 miliardi di dollari di Pil, seguita dalla crisi del prezzo del petrolio (9,68 miliardi di dollari), attacchi informatici (6,49 miliardi di dollari), pandemia umana (3,87 miliardi di dollari) ed inondazioni (3,36 miliardi di dollari). In totale il costo dei rischi derivanti dall’attività dell’uomo ammonterebbe a 30,90 miliardi di dollari mentre le minacce naturali quali la pandemia umana e le inondazioni causerebbero perdite all’economia italiana per 12,98 miliardi di dollari.

A Milano, principale centro finanziario italiano, i tre rischi legati al settore finanziario – crollo dei mercati, crisi del prezzo del petrolio e attacchi informatici – rappresentano circa tre quarti del Pl a rischio. La quota del Pil totale a rischio a Milano, a causa di minacce legate all’uomo (70,03%), è la quarta più alta a livello mondiale e riflette una tendenza tipica di molte economie Europee sviluppate.

Share
Share