ATTESA PER LE NOMINE RAI. DALL’ORTO SARÀ IL NUOVO DG. RENZI: “SCOMMESSA DI GRANDE RESPIRO”

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carlo freccero(La Stampa) Oggi la Vigilanza sceglie i consiglieri (il M5S sceglie Freccero). Domani il governo annuncia il presidente. In pole Giulio Anselmi, Antonella Mansi e Marcello Sorgi.

Giorni cruciali per i vertici Rai. E Matteo Renzi (anche dal Giappone) non manca di illustrare i passaggi: «Domani il governo indicherà i nomi di dg (che dovrebbe essere Dall’Orto) e presidente. Saranno professionisti di livello, competenza e indipendenza come è giusto che sia» spiega aggiungendo che «è evidente che la nostra scommessa sulla tv pubblica è di grande respiro».

I NOMI
La partita che inizia oggi alle 14 con il voto in Vigilanza di 7 dei 9 membri del cda ruota tutto intorno alla figura del presidente la partita. Definito il nome del dg, ora Renzi deve fare il nome del presidente. Escluso qualsiasi accordo con il Movimento 5 Stelle, dopo la scelta di andare al voto con la Gasparri in tempi rapidi, l’unico interlocutore resta Forza Italia. Gli azzurri chiedono un nome vicino all’area di destra o comunque condiviso, ricordando che in passato la figura del presidente è sempre stata «di garanzia». Il premier, dopo aver scelto un uomo per la guida aziendale, vorrebbe proporre una donna: i nomi che circolano sono quelli di Giulio Anselmi (già direttore de La Stampa e presidente Ansa), Antonella Mansi (ex della Fondazione Mps) e Marcello Sorgi.

IL M5S VOTA FRECCERO PER IL CDA
Intanto i cinque membri M5S della Commissione di Vigilanza hanno annunciato sul blog che hanno «deciso di proporre il nome di Carlo Freccero come consigliere di amministrazione della Rai. E oggi il M5S lo voterà in Commissione» spiegando che «non ci sono stati i tempi necessari per avviare un iter serio».

“RAI PUNTO DI RIFERIMENTO IN EUROPA”
«Noi puntiamo – sostiene il premier – a fare della Rai un punto di riferimento assoluto in Europa e per alzare l’orgoglio italiano. Stando all’estero, si capisce che c’è una domanda straordinaria di Italia e sarebbe bello se la Rai la accompagnasse di più. E poi c’è un’Italia straordinaria con tante cose da valorizzare e poi la Rai è il presidio di libera informazione, un grande capitolo del futuro del paese».

“DALL’ORTO DG? INNOVATORE DELLA TV”
«Non c’erano alternative temporali al rinnovo, la prorogatio si spiega male per un’azienda da 3 miliardi. Alla Gasparri non c’erano alternative, la forzatura sarebbe stata non rinnovare il cda. Ora il gioco è in mano al Parlamento con la Vigilanza»risponde a proposito delle polemiche. E sulla scelta di Dall’Orto (nuovo dg). «È uno stimatissimo professionista, tra i più interessanti innovatori della tv italiana, un nome di altissimo valore che corrisponde ai criteri di qualità, autorevolezza e capacità ma vedremo».

LA DIFESA DEI MANAGER ITALIANI
Poi parlando con i giornalisti nel viaggio in treno tra Tokyo e Kyoto, difende l’autorevolezza e indipendenza dei manager pubblici da lui nominati. «Il mio non è uno sfogo ma un richiamo alla realtà: intorno a me ci sono i migliori con qualità e risultati sotto gli occhi di tutti, alla faccia del cerchio stretto dei soliti noti e nomine appartenenti al club dei renziani inventati tra Scandicci e Pontassieve, come dicono per sostenere che nomino solo i miei». E ancora: «E’ gente che non ha da dividere con me l’appartenenza politica e partitica, una grande novità per la politica italiana. Io non so come vota De Scalzi o Starace». Renzi elenca dunque «il team che collabora con me» e spiega: «Certo sono nomine che ho fatto io ma sono persone di grandissimo valore con risultati sotto gli occhi di tutti».

MINORANZA E RIFORME
«Le polemiche quotidiane della minoranza, che è una parte della minoranza di un anno fa e che nonostante i numeri non ha impedito di approvare le riforme, lasciano il tempo che trovano. Il parlamento sta lavorando come mai dal ’48. Basta vedere dove stavamo un anno fa, con l’economia in discesa, e dove siamo ora». Le riforme «ci sono costate scioperi e polemiche continue, i dati del consenso non sono più alti come l’anno scorso ma noi abbiamo l’imperativo di cambiare l’Italia». E per chiudere: «Le riforme si fanno, con gli occhiali giusti vedrete dove saremo tra un anno».

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