Suv Lamborghini in Italia. Renzi, vince nostra qualità

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lamborghini-urus-2017_05Non è ancora certo se si chiamerà Urus, come l’animale estinto progenitore del Toro, patient ma il nuovo Suv della Lamborghini è stato ‘preso al lazo’ e si farà in Italia negli stabilimenti della casa del Toro a Sant’Agata di Romagna. Dopo alcune indiscrezioni dei giorni scorsi, oggi a Palazzo Chigi è stato siglato l’accordo che porterà investimenti per 700-800 milioni e 500 nuovi posti di lavoro. “E’ un giorno bello per tutti noi. E’ il segno importante che L’Italia può dare più qualità nel lavoro, grande passione, competenza e impegno” ha detto un Matteo Renzi, soddisfatto di poter annunciare nuovi posti di lavoro e investimenti esteri, che sei mesi fa rischiavano di essere dirottati verso Bratislava dove Audi, la società che controlla Lamborghini al 100%, produce già gli sport utility come Q5 e Q7. Certamente a favore di Sant’Agata di Romagna ha giocato il fatto che nel board per le vendite e il marketing di Audi c’è l’italiano Luca de Meo, il top magager che qualche anno fa lasciò la Fiat di Marchionne per il gruppo Volkswagen e che nei cinque mesi cruciali della trattativa è stato a stretto contatto con il ministro dello sviluppo economico Federica Guidi, una modenese che di motori ne sa qualcosa. Dopo la firma dell’accordo, forte abbraccio di soddisfazione fra De Meo e l’ad di Audi Rupert Stadler che poco prima aveva detto: “vogliamo produrre in Italia 3.000 Urus l’anno ci hanno convito la passione e la competenza italiana”. “Con le istituzioni italiane, con i sindacati e con Invitalia abbiamo fatto un lungo proficuo lavoro e alla fine il pacchetto italiano è stato più competitivo e ha vinto”. Ha aggiunto l’amministratore e presidente delegato della Lamborghini Stephan Winkelmann. E nel pacchetto italiano la voce più attraente è stata proprio il fascino del Made in Italy, il denaro, in incentivi fiscali è arrivato al secondo posto. Lamborghini avrà in incentivi fiscali, decontribuzioni per le assunzioni, sostegno alla formazione, circa 80 milioni di euro. Tutte agevolazioni, dicono fonti, che valgono per qualunque altro investimento in Italia, nessun accordo di favore. Parte di queste agevolazioni, dal “patent box” all’Ace, al calo dell’Irap fino alle decontribuzioni previste dal Jobs Act, sono frutto di provvedimenti recenti. Bratislava metteva sul tavolo circa 200 milioni. Ma alla fine Urus, l’antico Toro estintosi circa 400 anni, ha voluto rinascere Suv a Sant’Agata di Romagna dove Ferruccio Lamborghini creò la celebre fabbrica di bolidi da sogno. I primi Urus saranno sul mercato nel 2018, costeranno 180.000 euro, e promettono di essere leggerissimi e il più ecologico possibile. Per rendere questa sfida tecnologica realizzabile lavoreranno a pieno regime le divisioni ricerca e sviluppo dove entrerà una buona parte dei nuovi assunti, gli altri saranno assunti in produzione. I sindacati hanno detto sì venerdì scorso. E quando si parla di sindacati a Lamborghini si parla di Fiom. Lì il sindacato di Landini ha il 96% dei voti, 14 rappresentanti su 13. Insomma qui è la Fiom il sindacato unico che Renzi sogna. “Con i sindacati – ha detto Winkelmann – abbiamo raggiunto un accordo vincente per entrambe le parti”.

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