Google, pace fatta con gli editori europei: 150 milioni per il giornalismo digital

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Google beats expectations as profit surges 32 per centAlla FT Media Conference che si è tenuta oggi a Londra la società annuncia la Digital News Initiative: progetto in collaborazione con otto editori europei, tra cui La Stampa, per puntare al giornalismo digitale.

(di Raffaella Natale, Key4Biz) Comincia a risolversi la querelle tra Google e gli editori. Dopo un lungo periodo di tensioni, che in Spagna hanno addirittura portato all’approvazione di una controversa legge per la quale Google ha deciso di spegnere il servizio di News, adesso si apre la via dell’accordo.
Oggi, infatti, è stato annunciato a Londra in occasione della FT Media Conference 2015 un’importante iniziativa che coinvolge Google e otto dei principali editori europei.
Si tratta della Digital News Initiative (DNI), una partnership che ha l’obiettivo di supportare il giornalismo di qualità in Europa attraverso tecnologia e innovazione.
Ma non solo, tra le altre cose, prevede anche lo stanziamento di 150 milioni di euro per progetti in grado di dimostrare un nuovo approccio al giornalismo digitale.
Un modello simile, per certi versi, a quello già avviato in Francia con il sostegno del Governo.

I partner fondatori sono Les Echos (Francia), FAZ (Germania), The Financial Times (Regno Unito), The Guardian (Regno Unito), NRC Media (Paesi Bassi), El Pais (Spagna), La Stampa (Italia) e Die Zeit (Germania), unitamente ad altre importanti organizzazioni che si occupano di giornalismo tra cui lo European Journalism Centre (EJC), il Global Editors Network (GEN), l’International News Media Association (INMA).

Un cambio di rotta notevole dopo che gli editori europei erano arrivati anche a scrivere alla Ue, lamentando che Google (come altri aggregatori di contenuti) non pagava le royalties per le notizie dei giornali pubblicate sul servizio Google News.
Adesso le cose cominciano a cambiare e si intravede una nuova via per risolvere questa spinosa situazione.

“L’obiettivo di DNI – spiega la nota di Google – è quello di favorire lo sviluppo di un ecosistema di informazione sostenibile e promuovere l’innovazione nel campo del giornalismo digitale attraverso la collaborazione e il dialogo costanti tra i settori della tecnologia e dell’informazione. DNI cercherà di estendere la propria attività ad altri editori europei e tutti i player coinvolti nel settore dell’informazione digitale europea potranno prendere parte a uno o tutti i suoi elementi”.

Carlo D’Asaro Biondo (Google): ‘E’ solo l’inizio del percorso, invitiamo altri a unirsi a noi’

Il Presidente Strategic Relationships di Google in Europa, Carlo D’Asaro Biondo, ha dichiarato: “Internet offre opportunità immense per creare e diffondere grande giornalismo, tuttavia ci sono anche questioni legittime su come il giornalismo di alta qualità possa esse sostenuto nell’era digitale. Attraverso la Digital News Initiative Google lavorerà a fianco di editori e organizzazioni che si occupano di giornalismo per contribuire a sviluppare modelli più sostenibili per l’informazione. E’ solo l’inizio del percorso e invitiamo altri a unirsi a noi.”

Mario Calabresi (La Stampa): ‘In Italia dialogo aperto sul diritto d’autore’

Il direttore de La Stampa, Mario Calabresi, ha spiegato le ragioni dell’adesione a questo progetto e i motivi sono semplici: “Portare innovazione nelle redazioni europee, dare risposte adeguate e competitive ai lettori di oggi, anche ai più giovani, cercare di colmare quel gap che c’è tra ciò che produciamo e ciò che la gente legge in rete. Un progetto che ha come finalità quella di aumentare il numero di lettori, il loro tasso di attenzione e i ricavi, perché solo un giornalismo che ha i conti a posto è un giornalismo veramente libero da pressioni e condizionamenti”.
Calabresi non ha tralasciato di ricordare le tensioni tra Google e gli editori e ha sottolineato: “…Si può obiettare che per il gigante di Mountain View questa è una necessaria operazione di marketing e di pubbliche relazioni, per migliorare la propria reputazione in un continente in cui si trova ad affrontare critiche e una indagine antitrust, ma se questo lo ha spinto a sedersi intorno ad un tavolo e a discutere seriamente di sviluppo digitale del mondo editoriale per noi è una buona notizia”.
Il diretto de La Stampa è stato però molto chiaro e, parlando di questo percorso appena iniziato, ha precisato che “che in Italia dovrà necessariamente camminare parallelamente a un dialogo tra Google e la Federazione degli editori che dia risposte chiare ai problemi da tempo sul tavolo, a partire dai diritti d’autore fino alla condivisione dei dati”.
Gli editori italiani hanno, infatti, più volte tentato la via del dialogo con Google, adesso le cose cominciano a cambiare.

Francis Morel (Les Echos): ‘Incrementeremo la monetizzazione dei nostri contenuti’

Il CEO del Groupe Les Echos e VP del Fonds pour l’Innovation Numérique et la Presse (FINP) Les Echos, Francis Morel, ha chiarito che “Negli ultimi tre anni, la prima edizione del Google Innovation Fund for the Press (FINP) ha mostrato che una collaborazione di successo fra Google e il mondo dell’informazione è possibile. Oggi, la Digital News Initiative ampia il concetto. Non solo viene esteso il Fondo su scala europea, ma la DNI include un programma completo di formazione e ricerca, nonché un insieme di prodotti concreti da sviluppare con gli editori, finalizzati a incrementare la monetizzazione dei nostri contenuti a valore aggiunto. Il consolidamento della collaborazione dovrebbe migliorare enormemente i fondamenti dell’economia dell’informazione digitale”.

Jon Slade (Financial Times): ‘Nuovi modelli per l’accesso a pagamento’

Per il Managing Director, B2C, Financial Times, Jon Slade, c’è “spazio per una maggiore collaborazione nell’ambito della ricerca, monetizzazione e sviluppo di strumenti e report analitici per l’industria dell’informazione. Speriamo, e ci aspettiamo, che questo possa condurre ad una migliore esperienza utente, capace di distingue e valutare i contenuti originali e supportare modelli di accesso a pagamento”

Bertrand Pecquerie (GEN): ‘L’innovazione torna nelle redazioni’

Secondo il parere di Bertrand Pecquerie, CEO Global Editors Network, “DNI è una grande iniziativa di cui si sentiva davvero il bisogno. Come Global Editors Network (GEN) siamo convinti che l’innovazione sia tornata nelle redazioni. Crediamo nei progetti congiunti e nella cooperazione internazionale, ecco perché siamo certi che DNI darà un contributo di valore nello sviluppo di un ecosistema dei media europeo.”

Earl J. Wilkinson (INMA): ‘DNI sarà un propulsore per sviluppo e formazione digitale’

“Accelerare le competenze digitali a tutti i livelli nell’industria dei media è cruciale per la trasformazione del business dei marchi editoriali”, ha osservato Earl J. Wilkinson, Executive Director e CEO, International News Media Association (INMA).
“International News Media Association (INMA) – ha aggiunto Wilkinson – supporta le iniziative in grado di aggiornare il quoziente di innovazione delle imprese del settore e ritiene che DNI sarà un propulsore per lo sviluppo e la formazione digitale.”

Wilfried Ruetten (EJC): ‘Investimento rilevante nella formazione’

“Nell’era digitale, il giornalismo di qualità si trova ad affrontare sfide e opportunità completamente nuove. Per preservarlo e svilupparlo ulteriormente è necessario dare a giornalisti, redazioni e editori gli strumenti per rispondere in maniera adeguata”, ha osservato Wilfried Ruetten, Director European Journalism Centre (EJC).
“Un investimento rilevante nella formazione e nello sviluppo di nuovi strumenti e tecniche è quindi più che benvenuto, in particolare quando arriva da uno dei motori di Internet come lo conosciamo oggi.”

Dr. David Levy (Reuters Institute): ‘Svilupperemo uno studio che tracci la transizione all’editoria digitale’

“Già dal 2013 Google, unitamente a una serie di altri partner, supporta il Reuters Institute Digital News Report. I finanziamenti ulteriori che Google ci ha dato per i prossimi tre anni ci consentiranno di ampliare la portata dello studio, fino a coprire 20 paesi europei”, ha indicato con soddisfazione Dr. David Levy, Director, Reuters Institute for the Study of Journalism, University of Oxford.
“In un momento di cambiamenti mai visti prima, miriamo a sviluppare uno studio paneuropeo che tracci la transizione all’editoria digitale e possa rappresentare una risorsa di grande valore per manager, giornalisti e ricercatori.”

Ma vediamo in dettaglio cosa prevedrà questo progetto.

DNI si concentrerà su tre aree principali:

Sviluppo prodotto: Google e gli editori istituiranno un “gruppo di lavoro sul prodotto” in grado di alimentare un dialogo costante per esplorare lo sviluppo di prodotti legati all’incremento dei ricavi, del traffico e del coinvolgimento dei lettori.
* Il gruppo di lavoro sul prodotto sarà un piccolo organismo costituito da editori europei, grandi e piccoli, che rappresenteranno le priorità del settore dell’informazione e fungeranno da punto di contatto nel dialogo su pubblicità, video, apps, comprensione dei dati, contenuti a pagamento e Google News.
* Google e i partner fondatori hanno già cominciato ad esplorare una serie di idee legate al prodotto e si aspettano ulteriori proposte con la crescita di DNI.
* L’obiettivo è che questo dialogo porti a sviluppi di prodotto in grado di beneficiare l’eco-sistema dell’informazione nel suo complesso.

Supporto all’innovazione: Google supporterà e stimolerà l’innovazione nel giornalismo digitale nei prossimi tre anni.
* In questo arco di tempo, Google metterà a disposizione 150 milioni di Euro per progetti in grado di dimostrare un nuovo approccio al giornalismo digitale.
* Chiunque lavori all’innovazione dell’informazione online potrà farne richiesta, inclusi editori riconosciuti, testate solo online e startup tecnologiche legate al mondo dell’informazione.
* La DNI stabilirà criteri e modalità con un advisory group composto da editori e organizzazioni esperte nella gestione di award in ambito giornalistico.
* Le richieste saranno valutate in base alloro grado di innovazione, fattibilità e impatto potenziale.

Formazione & Ricerca:
* Google investirà in formazione e nello sviluppo di nuove risorse per giornalisti e redazioni in Europa. Nello specifico:
Persone dedicate per lavorare con le redazioni sulle competenze digitali;
Partnership formative con organizzazioni giornalistiche tra cui lo European Journalism Centre, WAN-IFRA, GEN, il Centro per il Giornalismo Investigativo e Hacks/Hackers, un’organizzazione che mette insieme giornalisti ed esperti di tecnologia;
Risorse online e strumenti avanzati per i giornalisti.
* Google finanzierà ricerche sullo scenario media, tra cui all’inizio:
Una versione ampliata del Digital News Report del Reuters Institute che analizzi le modalità di fruizione delle notizie e il comportamento dei lettori in Europa, in 20 paesi
Borse di studio per la ricerca accademica sul giornalismo computazionale, tra cui data journalism, crowdsourcing e analisi dati;
Estensione all’Europa del programma Google Journalism Fellowships.

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