L’impero di Facebook costa: boom di assunzioni e spese infrastrutturali

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Zuckerberg introduces new Facebook platform into the Android OS called Home app(Repubblica) Il social network ha aggiunto alla sua collana molte società come WhatsApp e Oculus, advice ma sta affrontando un forte incremento dei costi: nel trimestre le spese sono salite dell’86%. Il personale supera 10mila dipendenti, con una crescita del 50%. Se l’utile a 512 milioni di dollari delude, è record di utenti: 1,44 miliardi. Negli Usa un minuto su cinque, al cellulare, si passa su Fb

MILANO – La campagna acquisti per l’espansione dell’impero di Facebook nel mondo del web, sta richiedendo energie finanziarie non indifferenti a Mark Zuckerberg e soci. Da WhatsApp, acquistata l’anno scorso in un’operazione enorme da 21 miliardi di dollari, a Instagram, la collana di applicazioni e servizi di cui il social network più famoso del mondo si sta cingendo ha i suoi costi. A cominciare da quelli del personale, che è letteralmente esploso alla corte del genietto Zuckerberg: nel primo trimestre del 2015 ha sfondato la soglia di 10mila dipendenti, con un balzo del 48 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Il direttore finanziario di Facebook, Dave Wehner, ha provato a spiegare la dinamica incredibile di crescita ricordando appunto le acquisizioni, per le quali si possono citare ancora Oculus o LiveRail, che hanno portato sotto il cappello del social network squadre di personale prima esterno. Ma Bloomberg ricorda a ragione che non è andata proprio così, visto che le società acquisite erano ancora in fase di startup e con organici estremamente limitati: difficile ricondurre il boom di assunzioni ai 75 dipendenti di Oculus o ai 55 di WhatsApp. E’ evidente allora che la “famiglia di applicazioni” in cui si è trasformata Facebook, come l’ha definita lo stesso Zuckerberg, ha deciso di investire per crescere ancora e consolidarsi.

Considerando anche gli investimenti infrastrutturali e un dollaro in rafforzamento che ha impattato sui margini di redditività, si spiegano i conti poco brillanti. Facebook ha inatti riportato utili in calo e un fatturato sotto le previsioni nel primo trimestre dell’anno. Le buone notizie sono arrivate dagli utenti del leader dei social network: sono aumentati in modo elevato.

Il gruppo ha messo a segno profitti di 512 milioni, in calo del 20%. Depurando i risultati dalle voci straordinarie, si arriva a 42 centesimi per azione rispetto ai 40 centesimi previsti. Il giro affari è aumentato del 42% a 3,54 miliardi di dollari, contro i 3,56 attesi, la prima delusione mai registrata da Facebook. Le tensioni valutarie hanno sottratto sette punti percentuali alla crescita del fatturato. Le entrate pubblicitarie sono stati pari a 3,32 miliardi, in rialzo del 46% e del 55% senza impatto valutario, per il 73% dal mobile. Il social network ha guadagnato in “amici”: gli utenti quotidiani attivi sono aumentati del 17% a 936 milioni in marzo e quelli mensili sono cresciuti del 13% a 1,44 miliardi – superando l’intera popolazione della Cina – con 1,25 miliardi in arrivo da accessi mobili, circa il 70% del totale.

“E’ stato un buon trimestre e un buon inizio d’anno”, ha affermato il fondatore Zuckerberg. Il direttore operativo, Sheryl Sandberg, ha calcolato che oltre un minuto su cinque spesi dagli americani su apparecchi mobili viene oggi passato su Facebook. Tra gli altri dati sottolineati dai vertici del gruppo: un miliardo di ricerche mobili al giorno e 45 miliardi di messaggi quotidiani. Le crescenti spese di gestione legate a compensi, espansione e innovazione hanno tuttavia condizionato i risultati: nel trimestre sono aumentate dell’83% a 2,61 miliardi, con gli investimenti in ricerca e sviluppo saliti del 133% a 1,06 miliardi e le spese di marketing raddoppiate. Nel dopo mercato il titolo ha ceduto oltre il 2 per cento.

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