Confindustria scommette sulla ripresa, “arrivera’ con le riforme”

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confindustriaSe il Pil dell’ultimo trimestre dell’anno restera’ invariato anziche’ calare come e’ successo nella prima parte del 2014, health i segnali di ripresa dell’economia potrebbero vedersi gia’ all’inizio dell’anno prossimo. La diagnosi e’ del Centro studi di Confindustria, che ribadisce il suo giudizio positivo sull’operato del governo Renzi e sottolinea che le riforme aiuteranno a “restituire la fiducia necessaria a rilanciare consumi e investimenti”.
Viale dell’Astronomia ricorda che l’Italia e’ in recessione, con il Pil che si e’ contratto per due trimestri consecutivi nel corso del 2014, ma aggiunge che nel quarto trimestre “gli indicatori fin qui disponibili suggeriscono una variazione nulla”. Il che, aggiunge la congiuntura flash di Confindustria, “sarebbe una buona base per la ripartenza a inizio 2015: I pochi dati disponibili puntano a un Pil invariato nel quarto trimestre, stima che deve trovare conferma nei numeri prossimamente in uscita rispetto ad attese di ulteriore calo – precisa il Csc – cio’ sarebbe una migliore base per la ripartenza gia’ dall’avvio dell’anno prossimo”.
Quanto alle riforme, il centro studi dell’associazione degli industriali ripete il giudizio positivo sulle ipotesi di riforma proposte dal governo, premette che “le riforme strutturali danno frutti nel medio termine”, ma aggiunge che “nell’immediato rispondono alla domanda di cambiamento del Paese e restituiscono cosi’ la fiducia necessaria a rilanciare consumi e investimenti”. Confindustria segnala anche qualche timido segnale di ripresa anche sul fronte delle esportazioni e dell’occupazione: “In Italia l’export e’ tornato ad aumentare, l’occupazione mostra i primi segnali di recupero, si e’ arrestata l’emorragia di credito alle imprese (anche se le condizioni d’offerta rimangono strette) e la riduzione dei tassi, di cui hanno molto beneficiato titoli pubblici e bancari, inizia a essere trasmessa alle piccole aziende”. Il parziale ottimismo degli industriali si scontra pero’ con i dati sulla fiducia dei consumatori resi noti in mattinata dall’Istat. Secondo l’istituto di statistica infatti, famiglie e imprese non sono fiduciose sulla fine della crisi e l’indice calcolato dall’Istat sulla fiducia dei consumatori e’ sceso a 100,2 da 101,3 del mese di ottobre, tornando ai livelli del 2005. La componente economica aumenta a 103,9 da 101,5, mentre quella personale diminuisce a 99,1 da 100,7. L’indice riferito al clima corrente si riduce a 99,0 da 100,6, quello relativo al clima futuro non varia e si conferma a 101,7. “Sulle riforme l’Italia ha la coscienza a posto”, dice il ministero dell’Economia, Pier Carlo Padoan da Strasburgo, dove questa mattina il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker ha presentato il piano ‘per stimolare’ gli investimenti in Europa. “Il piano Juncker – secondo Padoan – e’ un primo passo molto importante a favore della crescita e del lavoro”.

AGI