Lotta alla povertà, da ieri le domande SIA. Ecco requisiti, benefici e modalità

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++ Lavoro: Poletti, un grande risultato, grazie imprese ++E’ partita dal 2 settembre la prima fase di attuazione del Piano nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, con la presentazione delle domande di ammissione al Sostegno per l’Inclusione AttivaSIA, il beneficio economico condizionato all’adesione di un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa.
Da ieri, infatti, le famiglie in condizioni di fragilità sociale e disagio economico, ove sia presente un minorenne, un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza accertata, possono presentare al Comune di residenza, secondo le modalità da esso stabilite, la domanda di accesso al SIA mediante l’apposito modulo predisposto dall’INPS.
Il beneficio può variare dagli 80 ai 400 euro mensili, concessi bimestralmente per un anno attraverso una carta di pagamento elettronica. L’erogazione viene attivata dal bimestre successivo a quello di presentazione della domanda.
Inoltre i Comuni hanno la possibilità di presentare le proposte per finanziare interventi di rafforzamento della rete dei servizi per la presa in carico e l’attivazione dei nuclei beneficiari del SIA. Le proposte progettuali dovranno essere riconducibili allo svolgimento di funzioni quali: servizi di segretariato sociale, servizio sociale professionale per la valutazione multidimensionale dei bisogni del nucleo familiare e la presa in carico,interventi per l’inclusione attiva, promozione di accordi di collaborazione con le amministrazioni competenti sul territorio in materia di servizi per l’impiego, tutela della salute e istruzione, nonché con soggetti privati attivi nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà ed enti non profit. Soddisfatto il Ministro Poletti che, alla conferenza stampa di lancio della riforma, ha commentato: “Per la prima volta nella storia del nostro Paese abbiamo un piano di intervento integrato … Non più una serie di misure frammentarie e scoordinate, ma un quadro d’intervento unitario fondato su una misura universale finalizzata a sostenere l’attivazione dei cittadini su percorsi personalizzati di emersione dallo stato di bisogno: una misura ponte, anticipazione del reddito di inclusione che sarà operativo a partire dal 2017, dopo l’approvazione al Senato della legge delega per il contrasto alla povertà”.

La Stampa

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