Consob vara le regole: Chi vende azioni e bond deve essere più chiaro

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Pubblicata l’attesa seconda Raccomandazione sulle Avvertenze all’investitore, che precedono i prospetti informativi. Il testo dovrà dire chiaramente quali sono i prodotti offerti e i rischi collegati. Dovrà poter essere letto senza l’assistenza di esperti

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È arrivata. Fa parte del «pacchetto» chiesto dallo stesso presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli, per migliorare i rapporti delle banche con la clientela e ridurre anche il numero dei contenziosi. È la nuova Raccomandazione, appena pubblicata dalla Consob, per rendere «più chiare ed efficaci» le Avvertenze per l’investitore, quello strumento che – precisa la Commissione che vigila sulle società quotate presieduta da Giuseppe Vegas – «pur non facendo parte del prospetto informativo serve ad evidenziare in poche pagine i rischi di particolare rilevanza connessi alle società e/o agli strumenti finanziari proposti al mercato».
In sostanza, si chiede che il testo delle Avvertenze sia pubblicato «con buona evidenza, nella pagina immediatamente successiva alla copertina del prospetto, in caratteri facilmente leggibili, stile discorsivo, evitando il più possibile acronimi e tabelle». Un richiamo alle società finanziarie perché forniscano le informazioni sui prodotti che vendono con «brevità e concisione, semplicità espositiva, comprensibilità e immediatezza». Le Avvertenze all’investitore ci sono già , ma occupano molte pagine e spesso sono talmente descrittive o tautologiche da risultare inutili.
I punti centrali
La Raccomandazione appena pubblicata chiede che ora siano esplicitati chiaramente punti centrali come , elenca Consob: 1) «l’obiettivo dell’operazione»; 2) «l’eventuale incertezza sulla continuità aziendale»; 3) « le caratteristiche del prodotto finanziario proposto, rappresentandone l’eventuale complessità e i rischi d’illiquidità, che possono incidere sul recupero dell’investimento». Insomma, chi acquista titoli rischiosi dovrebbe essere più informato di prima sul rischio che corre.
Le contestazioni precedenti
L’obiettivo, sostiene la Consob, è «migliorare la qualità delle informazioni disponibili per risparmiatori e investitori». Il documento arriva tra l’altro dopo che, nei mesi scorsi, Vegas era stato contestato per avere ammesso che i prospetti informativi – cioè i documenti allegati per legge agli strumenti finanziari, dalle azioni alle obbligazioni e anche ai prestiti – sono lunghi e complessi. «Un eccesso di informazioni equivale quasi sempre a una carenza di informazioni», aveva ammesso il 9 maggio Vegas. Era davanti alla comunità finanziaria, alla quale teneva il suo sesto discorso, e annunciava tre misure a tutela del risparmio, anche perché le informazioni siano rese più semplici e i prospetti più leggibili.
«Dobbiamo prendere atto che il mondo è cambiato», disse allora il presidente della Consob. Il mondo bancario, in particolare, era in piena bufera per il caso del contributo richiesto ai titolari di obbligazioni subordinate per evitare il fallimento di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara, CariChieti, le quattro banche messe in risoluzione il 22 novembre. Quel decreto del 22 novembre 2015 ebbe un deflagrante effetto retroattivo su oltre 10 mila possessori di bond subordinati, chiamati a sanare i debiti dei quattro istituti. È ora interessante la frase con la quale si precisa che le Avvertenze sul prospetto devono poter essere lette dal risparmiatore «in maniera autonoma», cioè senza bisogno di eventuali esperti. Le norme saranno efficaci « a 30 giorni dalla pubblicazione della Raccomandazione», quindi dal primo dicembre 2016, per dare tempo a banche e società di gestione del risparmio di rendere coerenti le «Avvertenze» alle nuove regole.
La frenata sui Priips
Quella di oggi è la seconda Raccomandazione di Consob che va in questa direzione. Fa seguito a quella del 18 ottobre sulla «Distribuzione degli strumenti finanziari tramite una sede di negoziazione multilaterale». La terza è quella sulle «Informazioni chiave da fornire ai clienti al dettaglio nella distribuzione dei prodotti finanziari»: le «schede» insomma con le quali il bancario o il promotore devono accompagnare l’offerta di azioni, fondi d’investimento, bond e altri prodotti. Le carte d’identità di ciò che si acquista. Quest’ultima è ancora all’esame perché si è inceppata la macchina europea, dice in sostanza la Consob. Bisogna infatti attendere che cosa deciderà l’Ue in merito alle informazioni chiave da fornire sui prodotti al dettaglio. La normativa sui Priips, i prodotti finanziari preassemblati di matrice bancaria e assicurativa, era in dirittura d’arrivo, ma il Parlamento europeo ha poi fermato tutto (anche per la pressione delle lobby assicurative, secondo alcuni osservatori). Bisogna aspettare che la Commissione chiarisca, ritiene la Consob.
Le nomine interne
La Consob ha anche prorogato di 18 mesi il mandato al direttore generale Angelo Apponi, che era previsto in scadenza l’11 gennaio 2018, e rinnovato l’incarico al vicedirettore generale, Giuseppe D’Agostino. Apponi resterà in carica fino all’11 luglio 2019 e D’Agostino fino all’11 luglio 2019.

Alessandra Patuo, il Corriere della Sera

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