Dispersione scolastica, non tutti i ragazzi vogliono studiare.

Share

Purtroppo l’abbandono scolastico prima dell’obbligo è un grande problema nel Paese e, in particolare a Napoli e nel Mezzogiorno. Finché l’abbandono resta così alto, la disoccupazione, la povertà e anche la criminalità saranno sempre di casa. Pur essendo un problema così importante se ne parla troppo poco sia nella letteratura che nei media. Speriamo con questo articolo di sollecitare una riflessione, ma anche concreti interventi di policy.

 

Quando si candidò a sindaco di Napoli nel 1994, Antonio Bassolino indicò nella lotta all’abbandono scolastico il problema dei problemi e il centro del suo programma politico. Durante la consiliatura di Bassolino ci fu il progetto Chance, il più importante tentativo di capire le ragioni profonde del fenomeno e le sue conseguenze. Ancora oggi la metodologia dei Maestri di strada è uno strumento per affrontare i problemi degli adolescenti, conosciuta in tutta Europa. Poi ci furono i Nidi di mamma, per agire sulla prevenzione. Si sono fatti tanti seminari, convegni internazionali, gemellaggi con università straniere. Purtroppo, occorrono ancora tanti investimenti e buona volontà da parte di tutti, anche politica.

Come spesso accade, quando una battaglia è troppo lunga, pian piano si è perso di vista l’obiettivo che, invece, dovrebbe essere sempre al primo posto. Comunque le statistiche dimostrano che un po’ di passi avanti sono stati fatti anche se l’obiettivo di scendere sotto il 10% indicato in Europa 2020 non è stato ancora raggiunto. Occorre qualcosa in più. La legge punta molto sulla repressione con un paternalismo un po’ autoritario e poco benevolo. Purtroppo, non ci sono sanzioni efficaci.

Forse bisogna dare anche sostegno, oltre che ammende esemplari. La carota non si mangia senza bastone, ma il bastone non basta da solo senza carota. In un editoriale precedente uno di noi ha proposto di dare una borsa di studio di €100 collegata alla frequenza per i bambini a rischio, la cui famiglia ha un reddito al di sotto di un certo minimo. Una carotina potrebbe funzionare. Si potrebbe anche collegare la percezione di un Rei rafforzato in termini monetari alla frequenza scolastica dei figli nell’età dell’obbligo. Le scuole devono poi essere aperte al territorio tutti i giorni fino a sera.

Il sistema duale tedesco ha i suoi limiti, che non vogliamo di certo importare, ma ha anche i suoi pregi. Un pregio è saper dare risposte che noi non riusciamo a dare agli ultimi, a quelli che non vogliono studiare nel modo tradizionale e che spesso hanno un’urgenza economica familiare impellente che toglie loro la serenità che lo studio richiede. A costoro dobbiamo offrire qualcosa di diverso. Dobbiamo dare una risposta alla loro domanda di capacità lavorativa.

di Giovanna Borrello, Armida Filippelli e Francesco Pastore
www.ilfattoquotidiano.it

Share
Share