C’è un oro più oro di tutti: una nuova ‘ricetta’ rende il minerale ancora più nobile

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Sulle pagine di Angewandte Chemie alcuni ricercatori raccontano delle straordinarie proprietà di alcuni reticoli che resistono al mercurio e all’acqua regia, battendo l’oro tradizionale. Ecco come ci riescono

PIU’ nobile del più nobile. Così i ricercatori guidati da Giridhar Kulkarni del Centre for Nano and Soft Matter Sciences, (Bangalore, India) definiscono l’oro dei loro cristalli. Perché a dispetto di quelli d’oro tradizionale questi reticoli sono ancor più stabili (l’oro è infatti classificato come un metallo nobile, con scarsa reattività con altri elementi ed elevata resistenza chimica). Se immersi nel mercurio o nell’acqua regia questi cristalli non si dissolvono. E lungi dall’essere un puro esercizio di chimica potrebbero, un giorno, aiutare lo sviluppo di nuovi materiali. La scoperta è raccontata sulle pagine di Angewandte Chemie.

Come racconta Kulkarni al New Scientist questi microcristalli sembrano essere sostanze davvero poco reattive. Fatto non insolito per l’oro, vero, che proprio per la sua refrattarietà alle reazioni chimiche è stato a lungo considerato prezioso, anche in ambito biologico: solo poco tempo fa, infatti, alcuni ricercatori suggerivano come fosse possibile sfruttare l’oro per guidare la cristallizzazione delle proteine, passaggio fondamentale per studiarne struttura e proprietà. L’oro, in quell’occasione, funzionava come alleato prezioso, permettendo di aiutare la cristallizzazione senza interagire con le proteine. Ma esiste oro e oro.

Quello testato dal team di Kulkarni sembrava essere particolarmente refrattario alle interazioni, sfuggendo anche i comportamenti tipici dell’oro tradizionale. Quando questi venivano immersi nel mercurio, quelli del team di Kulkarni resistevano per oltre un giorno mentre i cristalli del classico oro delle stesse dimensioni scomparivano nel giro di pochi minuti. Analogamente succedeva in presenza dell’acqua regia (ma non se quest’ultima era più concentrata) e non si aveva nemmeno nessuna interazione con il rame (come invece fa l’oro tradizionale in alcune condizioni). Secondo i ricercatori a conferire a questi cristalli questa estrema resistenza è la particolare configurazione: nell’oro tradizionale gli atomi sono disposti secondo delle strutture cubiche, mentre nel super oro sono più disordinati. “Questo oro non convenzionale sembra indubbiamente più nobile”, scrivono nella presentazione del paper.

Le insolite strutture in oro di Kulkarni non sono solo particolarmente resistenti ma mostrano anche alcune proprietà inattese. Lo scorso anno infatti in uno studio pubblicato su Nano Research il ricercatore e alcuni colleghi raccontavano delle proprietà catalitiche dei cristalli d’oro da loro studiati. Ovvero, questi cristalli, sembravano agire come una sorta di enzimi, sostenendo la trasformazione di alcune sostanze (nello specifico guidando la riduzione di un composto fenolico).

Anna Lisa Bonfranceschi, Repubblica.it

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