Aggiornamento sullo scandalo africano di Eni. Ieri, c’è stata a Milano la seconda udienza del processo

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Claudio Descalzi, a. d. Eni

Si è svolta ieri a Milano la seconda udienza del processo civile intentato dalla comunità nigeriana Ikebiri contro la multinazionale petrolifera ENI e la sua controllata nigeriana NAOC per il danno ambientale causato dalle attività estrattive nel territorio della comunità, ubicato nella regione del Delta del Niger. Durante l’udienza è emersa la possibilità di una risoluzione concordata della controversia tra le parti. Colin Roche, extractive industries campaigner di Friends of the Earth Europe, ong che da principio ha sostenuto e accompagnato l’iter per il giudizio civile, dopo l’udienza ha dichiarato: “Il caso giudiziario presentato dalla comunità Ikebiri, attraverso il rappresentante e leader della comunità, Francis Ododo, ha spinto ENI/NAOC a trovare una soluzione per il danno causato con la fuoriuscita di petrolio del 2010. Oggi, entrambe le parti hanno chiesto al Tribunale il permesso di sospendere il caso per consentire loro di esplorare ulteriormente la possibilità di una soluzione extragiudiziale che potrebbe porre fine al conflitto. Prevediamo che la società offrirà un adeguato risarcimento e si impegnerà nelle procedure di bonifiche in base alle legittime richieste avanzate dalle comunità“. 

La Corte ha fissato la prossima udienza per il 23 ottobre 2018.

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