Banca Etruria, Boschi: “Se riaprono le audizioni, io sono a disposizione”

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Maria Elena Boschi

“Deciderà il presidente della Commissione. Se riaprono le audizioni, io sono a disposizione. A me la verità non fa paura, mai”. Lo dice in un’intervista con il Messaggero la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, ribadendo che “vogliono far credere che il problema delle banche sia io. Ma è una strumentalizzazione tanto meschina quanto evidente. Sono un volto facile da colpire. Ma dopo due anni di ricerca ossessiva nessuno ha potuto smentire ciò che dissi in Parlamento sulle banche. E nessuno parla piu’ di pressioni o favoritismi. La verità arriva, basta non avere fretta”. In merito alle dichiarazioni fatte dal presidente della Consob Giuseppe Vegas nel corso dell’audizione presso la Commissione di inchiesta sulle banche, Boschi afferma che “i ricordi di Vegas mi sono sembrati stranamente selettivi. Chi ha seguito la sua audizione potrebbe stupirsi davanti a certi ‘Non ricordo’ anche su episodi molto recenti. Inoltre, è stupefacente che l’azione del capo della Consob di questi sette anni faccia notizia per il pranzo che mi ha offerto al ristorante a Milano e non per tutto il resto. Sette anni alla Consob e quali anni: di tutto pare restare soltanto qualche incontro con la Boschi. Chissà perché”. “Non cancello spesso gli sms – prosegue Boschi – Ne ho quindi molti in memoria, anche con altri esponenti del mondo del credito e del giornalismo. Non solo quelli con Vegas. Quanto alla serietà istituzionale di Vegas ricordo che già indicato come capo dell’Autorità di vigilanza partecipò al voto di fiducia al Governo Berlusconi”. In merito alla sua candidatura alle prossime elezioni, Boschi afferma che “sarà il Pd a decidere se dove candidarmi. E’ una regola che vale per tutti nel nostro partito che, a differenza di altri, decide le candidature democraticamente nei propri organi statutari”. “Sì, certo”, risponde poi alla domanda se abbia parlato di BancaEtruria con il vicedirettore generale di Bankitalia Fabio Panetta. Boschi precisa di aver parlato di Etruria “come ho parlato con Panetta più volte delle crisi di altre banche. Da Mps alle popolari venete, sia nel mio precedente ruolo che in quello attuale con il Governo Gentiloni. Non so dirle con quanti altri ministri Panetta abbia parlato oltre a me, sicuramente con Renzi e con Padoan, forse con altri. Con me e’ stato sempre molto istituzionale. Ovviamente anche con lui nessuna pressione, ma solo il necessario scambio di informazioni. Se poi interessa posso fornire elenco dettagliato di tutto il mondo bancario che ho incontrato in quattro anni al Governo, da Mustier a Miccichè, da Costamagna ai responsabili delle banche di credito cooperativo. E raccontare le discussioni sui singoli punti, sugli emendamenti. Non ho capito però se la Commissione di inchiesta vuole discutere degli scandali bancari di questi anni o della mia agenda”. A proposito delle presunte pressioni sull’ex a.d. di Unicredit Federico Ghizzoni, di cui ha Ferruccio De Bortoli, Boschi afferma che “più volte ho incontrato Ghizzoni per il mio ruolo istituzionale. Con Ghizzoni abbiamo parlato del sistema bancario, non solo di Etruria o di Unicredit. Non ho mai fatto pressioni perché Unicredit comprasse BancaEtruria né avrebbe potuto accettarle un amministratore delegato di un’importante banca quotata. I nostri rapporti sono sempre stati corretti. E per quello che ne so il rapporto di Ghizzoni con altri membri del Governo era altrettanto corretto come ha dimostrato la vicenda di Atlante seguita direttamente dal premier Renzi e dal ministro Padoan con Ghizzoni e non solo con lui. Quanto a De Bortoli, c’è un procedimento aperto, ci vedremo in Tribunale”. Boschi riferisce infine che dopo il referendum costituzionale dello scorso dicembre “io per prima volevo andarmene. Il presidente Gentiloni ha insistito perché fossi al suo fianco e ha fatto affidamento sul mio senso istituzionale. Gentiloni, non altri”.

ItaliaOggi

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