Cartelle Equitalia, via alla seconda fase: dal 31 luglio, prima riscossione

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Al via la seconda fase della rottamazione: il 31 luglio si comincia a pagare. Le richieste di un milione di contribuenti

Un milione di contribuenti coinvolti per un incasso atteso di 7,2 miliardi. La rottamazione delle cartelle Equitalia entra nella fase due. La legge stabilisce infatti il 15 giugno come scadenza entro la quale l’agenzia di riscossione, guidata da Ernesto Maria Ruffini, deve spedire la risposta, comunicando l’ammontare delle somme dovute. Non tutti i contribuenti però hanno ricevuto la comunicazione. Da Equitalia, che dal primo luglio confluirà nell’Agenzia delle Entrate, fanno sapere che le lettere sono state tutte spedite. Il responso per coloro che hanno aderito alla definizione agevolata, e tuttora senza un riscontro da parte di Equitalia, arriverà nei prossimi giorni. I tempi dipendono anche dall’efficienza dei servizi postali.
Con la Pec certo è invece che tutti i contribuenti che hanno presentato la domanda via posta elettronica certificata (Pec) hanno già ottenuto risposta. Nel caso di problemi tecnici con la Pec Equitalia provvederà comunque anche ad un invio per posta. Da domani sarà inoltre possibile, per coloro tuttora in attesa della lettera, verificare se la domanda di rottamazione è stata accolta e, nel caso, l’entità del risparmio ottenuto. Per saperlo basta collegarsi on line al sito di Equitalia e accedere all’area riservata (serve il Pin), dove sarà disponibile una copia della risposta con le somme dovute, le scadenze del pagamento e l’importo della prima rata in caso di dilazione (nella documentazione ci sono anche i bollettini di pagamento). Vale ricordare che l’operazione riguarda tutte le cartelle esattoriali emesse tra il 2000 e il 31 dicembre 2016. L’incentivo a sanare le pendenze consiste nella possibilità di chiudere la partita, evitando di versare sia gli interessi di mora sia le sanzioni. Lo sconto oscilla tra il 25 e il 43%. Non tutte le domande saranno, come detto, accolte. Banco di prova Da oggi intanto prende il via la seconda fase: la riscossione. Già perché il contribuente che ha chiesto la rottamazione, una volta ottenuto lo sconto e i relativi bollettini per sanare il debito, può comunque scegliere di non pagare. Il banco di prova è la scadenza fissata per il 31 luglio, ossia il termine per versare l’unico pagamento o l’eventuale prima rata. L’incasso totale stimato è di 7,2 miliardi in un biennio. Ma la parte più consistente dovrebbe entrare nel 2017.
A suggerirlo è il fatto che il 20% dei contribuenti ha chiesto di rottamare le cartelle pagando in un’unica soluzione. Il 72% ha optato per cinque rate (l’ultima è fissata nel settembre del 2018). Il restante 8% ha scelto la modalità tra due, tre o quattro rate. La fine di luglio è, insomma, il primo test per verificare quanti saranno a pagare. In ritardo L’eventualità che alcuni contribuenti non siano in grado di onorare, malgrado lo sconto, il pagamento non è esclusa. Nel caso si configurano una serie di possibilità. A fronte di un mancato o tardivo versamento della prima o unica rata il contribuente perde i benefici della definizione agevolata, ma gli viene data la possibilità di riprendere a versare i pagamenti previsti dalle rateizzazioni già in essere prima della data di presentazione della domanda di rottamazione. A condizione però che quei pagamenti siano in regola. Se, invece, il contribuente non aveva in essere una rateizzazione dovrà versare l’intero debito originario che aveva chiesto di rottamare. Fai da te Una novità risiede tuttavia nella facoltà da parte dei contribuenti, che si sono visti accogliere la definizione agevolata e d’altra parte sono impossibilitati a pagare la prima rata, di decidere quali cartelle rottamare. A partire dall’inizio di luglio tramite la piattaforma web ContiTu sarà consentito a chi ha rottamato più cartelle di saldarne solo alcune. Il servizio ContiTu fornirà una sorta di rottamazione su misura, rimodulando gli importi dovuti e i relativi codici per saldare i debiti prescelti. Per le cartelle non pagate l’iter prevede il decadimento dei benefici, con il versamento di quanto originariamente richiesto da Equitalia. Dall’ente di riscossione sottolineano che per pagare con addebito sul conto corrente la segnalazione alla banca deve essere effettuata almeno 20 giorni prima della scadenza della rata. Cioè entro l’11 luglio per la rata del 31 luglio.

Il Corriere della Sera

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