ROSSELLA (CARLO)

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CARLO ROSSELLA,  GOSSIP DUNQUE SONO

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Carlo Rossella, ex direttore del tg1 e de La Stampa, sta per lanciare una nuova edizione di Verissimo (vedere scheda a fianco) su Canale 5. Sarà un programma, secondo indiscrezioni, di nuova e curiosa formula – popolar chic? – e dominato dal gossip, cioè dal pettegolezzo. Intervistato dal Foglio di Giuliano Ferrara, Rossella ha lanciato con la sua abituale aria finto svagata, astuzia pura in salsa di nonchalance, una interessante teorizzazione sulla nobiltà della chiacchiera. Gli chiediamo approfondimenti, invitandolo
a commentare gli eventi più gossipati di un’estate forse mai tanto gonfia di trucchi, sciocchezze, apparenze e panna montata.
– Davvero, Rossella, il pettegolezzo può essere di alta qualità?
“ Il gossip è una notizia interessante. A certe condizioni, però.”
– Quali?
“ Dev’essere autentico e mai di cattivo gusto.”
– E come si stabilisce il cattivo gusto?
“ Non deve rovinare equilibri familiari, non deve distruggere una buona reputazione,
non deve creare una cattiva reputazione.”
– Gossipare con bontà, insomma.
“ No. Il gossip può essere rivelante, ma non distruttivo. Anche amaro e crudele,
ma con cattiveria intellettuale, appunto nobile.”
– Esempi validi?
“ A parte Ennio Flaiano, le famose battute di Carlo Mazzarella sulla Rai di una
volta. Ferocia irresistibile, ma senza calunnie.”
– E nell’ultima estate del secolo, qual è stato il livello delle chiacchiere?”
“ In evoluzione. In assestamento.”
– Che vuol dire?
“ L’estate raccontata sui giornali è cambiata. Partiamo dal ’96, il trionfo del Merolone:
tette, culi, peli, addirittura gratta e vinci su alcuni giornali per scoprire un tripudio di nudi. Poi, le estati della caccia alla coppia famosa. Nel ’99, una svolta: le prede diventano i manager, gli uomini d’affari rich and famous.”
– Una novità?
“ Per l’Italia, sì. Negli Stati Uniti da tempo Bill Gates non si stupisce di essere fotografato in mutande, come Sharon Stone. In Italia non è difficile immaginare
lo sconcerto di Jody Vender a fianco di Alba Parietti.”
– Non c’erano precedenti?
“ C’era un classico: Gianni Agnelli fotografato mentre si tuffa, più o meno nudo, dal suo yacht. Ma imprenditori e manager come Tronchetti Provera e Adriano Galliani, in questa estate inseguiti dovunque, potevano stare tranquilli. A proposito, foto sostanzialmente inutili, direi. Però indicano che è esplosa la moda del cinquantenne brizzolato e, forse, innamorato. Grazie anche a un’operazione degna di un computer.”
– Quale?
“ Il trionfo della coppia Briatore – Naomi Campbell: un cervellone elettronico non avrebbe potuto inventare una coppia meglio assortita, per stuzzicare i giornali. Insieme con l’assedio ai manager, l’altra novità dell’estate sono state le feste. Alcune memorabili
per la cafoneria.”
– Ad esempio?
“ Il primo nome che viene in mente è il principe arabo, come si chiama, Mohammed Al Habtour, invidiato anche come fidanzato di Manuela Arcuri. La festa con una montagna di caviale e docce a base di champagne. Il ritorno degli arabi, ecco un’altra novità dell’estate.”
– Ma non sono sempre stati protagonisti?
“ No. Dai tempi di Kashoggi e del povero Dodi Al Fayed non si sentiva più parlare di nulla di simile. Quest’anno, è spuntata una gran quantità di sceicchi con tutto ciò che attira le ragazze, come fa il miele con le mosche: risorse sterminate, grandi panfili, aerei, elicotteri, gioielli facili… E le serate con l’arruolamento sulla nave di ragazze facili, da mezzanotte all’alba. Un film. E un eccesso inaudito e volgare. Con arabi e senza arabi. Un’estate spendacciona, con una terrificante ostentazione di soldi e ricchezze. Cafonaggine senza pari.”
– Epicentro?
“ Costa Smeralda, senza dubbio. Cafoneria divistica e ammirata: per certe
serate al Billionaire, e in altri locali di moda, si formavano siepi di curiosi e tifosi, eccitati dal gusto di spiare il passaggio di personaggi famosi, che potevano entrare e permettersi serate sciocche e costose.”
– La regina dell’estate?
“ A parte Naomi, senza dubbio Afef.”
– E’ possibile dividere le feste in categorie?”
“ Ci sono le feste cafone di cui abbiamo parlato e quelle raffinate. In mezzo tutto il resto d’Italia. Con qualche eccezione.”
– Feste raffinate, dice? Quali?
“ Citerei quella, sobria, di Giuliano Amato sulla spiaggia. Pesce, vino bianco, pochi ospiti e costi ridotti. Ma il top si è raggiunto in due occasioni: nel ricevimento per il matrimonio Recchi e, sabato 28 agosto, a Cernobbio, Villa d’Este, per il debutto in società di Fabrizia Ruffo di Calabria.”
– E le eccezioni?
“ Gianni Agnelli, Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti – che addirittura se n’è andato a Tahiti – hanno fatto una scelta intelligente. Understatement. Lontani dall’Italia e dal chiasso, evitando chiacchiere e curiosità.”
– Ma lei quale tipo di festa sceglie?
“ Vado anche alle feste cafone, per curiosità. Ma non sono un festaiolo: odio le
cene in piedi e vado a letto prima di mezzanotte, quando le feste si accendono. E accetto solo se mi invitano come amico. Mai come giornalista.”
– Luoghi giusti da frequentare?
“ Cortina e le isole Eolie.”
– Da evitare?
“ Costa Smeralda, in agosto.”
– Bene, ora tocca a lei. Sa che lei, arbitro del gossip, è protagonista a sua volta di ghiotte storie di gossip?”
“ Sentiamo.”
– E’ vero il tentativo di censurare la foto della sua visita, insieme con altri amici, a
Ciampi durante le vacanze del Presidente in Sardegna?”
“ Ma no. La foto è stata pubblicata da Sette. Con una sfottente didascalia perchè ero in
braghette. Chissà perché. Rivendico il diritto del cinquantenne alle braghette, al mare.”
– Altro gossip: lei sarebbe un accumulatore di grandi liquidazioni. Dalla Rai, dalla
Stampa…”
“ Sciocchezze. Le liquidazioni forti ci sono quando uno è cacciato. E dai miei incarichi di direttore me ne sono andato spontaneamente. Io discuto l’entrate nelle aziende editoriali, non l’uscita.”
– Nelle interviste ai direttori, Panorama chiede abitualmente di indicare una Nazionale
di giornalisti. Da lei vorremmo una squadra di giornalisti capaci di raccogliere il gossip, come lei intende.
“ Lucia Annunziata, Maria Luisa Agnese, Stella Pende, Denise Pardo, Chiara Beria,
d’Argentine, Silvana Giacobini. Tutte donne. Ma vorrei anche Salvatore Taverna e Cesare Lanza.”
– Ma no.
“ Ma sì. Ah, indispensabile l’anonimo estensore sul Foglio della minirubrica Alta
Società.”
– Ma se tutti dicono che è lei!
“ Smentisco.”
– Lei sa che è stato ribattezzato Rossella 2000?
“ Certo. Fu un vecchio cronista del tigiuno, Modugno, ad appiopparmelo. Poi lo
strumentalizzarono i gauchisti di redazione e Norma Rangeri sul Manifesto.”
– Le dispiace?
“No. Anzi…”
– Anzi?
“ Prima o poi mi piacerebbe fare un giornale popolare proprio con questo titolo,
Rossella 2000.”
– Nel frattempo, fa Verissimo.
“ E ringrazio Enrico Mentana per questa opportunità. Sognavo da tempo (è la prima volta) un giornale del pomeriggio in tivu, come quelli di carta che piacevano a me, L’Occhio di Costanzo, il Corriere d’Informazione, La Notte….”.
– Anche Talk è un punto di riferimento?
“Sarebbe un ottimo settimanale, peccato che per farlo ci mettano un mese. Talk mi
piace perché racconta i politici soprattutto nelle vesti private. Un bel modello l’intervista a Hillary Clinton.”
– Un’ultima curiosità.
“ Dica.”
– Se D’Alema, Berlusconi, Romiti, De Benedetti, tutti e quattro insieme, la invitano a cena, e la stessa sera ha la possibilità di uscire, da solo, con Manuela Arcuri, cosa fa?
“ Vado a cena con i quattro grandi. Poi, alla frutta, fingo un malore, convoco un’ambulanza e mi faccio portare dalla Arcuri.”
– E le piacerebbe che se ne parlasse?
“ Certo. Se no, che gusto ci sarebbe?”

Cesare Lanza (Panorama, 1999)

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