Terroni caput mundi / Ora gli “Amici” di Alberto si sono moltiplicati

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Grande festa per il vincitore del talent musicale di Maria De Filippi

MARTELLI RICORDA IN UN LIBRO ESPOSITO, LEGGENDA DEL PLAZA
(di Cesare Lanza per Il Quotidiano del Sud)  Luigi Esposito, novantaduenne, napoletano, mitico portiere del Plaza. Nel ‘43 gli bombardano casa e la madre dice: «Vai a Roma, almeno studi». Invece, passato davanti al Plaza, Esposito lesse il cartello “Cercasi ragazzo”. Entrò e uscì dall’albergo cinquant’anni dopo. Lo avevano assegnato alla distribuzione dei giornali. «“Mi dicono: non dimenticare il maestro. Che ieri non ha avuto il suo quotidiano”. Il maestro è Pietro Mascagni, “che avevo già visto dirigere a Napoli, dove vendevo bibite e frutta in teatro. Il maestro dirigeva in camicia nera e fascia, un giorno a teatro la fascia gli cadde e gliela raccolsi. Quando me lo ritrovai in camera – la 114, al primo piano– lui finse gentilmente di ricordarsi”. Mascagni, “molto bianco di capelli, con una moglie che si dava la cipria sul cranio forse a seguito di una operazione che l’aveva lasciata menomata”.Sta al Plaza dal‘27 al ‘45, anno della morte.E giocò a carte. “Io gli portavo dei partner per la scopa, scelti tra i vetturini che passavano da via del Corso, ‘la vuoi fa’ ‘na partita col Maestro?’”, ricorda Esposito. Il maestro che dirigeva in camicia nera ebbe la sventura di perire a fascismo avvenuto, dunque  “niente funerali di stato, anzi molto in sordina, i francesi che stazionavano nell’hotel lo lasciarono restare fino agli ultimi giorni e acconsentirono a una cerimonia silenziosa lì di fronte, a San Carlo al Corso. Ma Beniamino Gigli, che pure abitava in hotel, mi disse: vai alla scuola dimusica qui all’angolo; portai qualche ragazzino e gli suonammo un po’di Cavalleria rusticana, era tutto quello che potemmo fare”» (Da un libro di ricordi di Claudio Martelli). Ho conosciuto il popolarissimo Gigino, gentilissimo con tutti, prezioso e onnipotente. Era capace di risolvere qualsiasi problema. Era affezionato in particolare a Gianni De Michelis, gestiva il traffico di politici, giornalisti, amici e questuanti che volevano incontrare il potentissimo ministro, nella seconda metà degli anni ottanta. Purtroppo non lo rivedoda alcuni anni, Gigino: sono felice di aver riletto le pagine di Claudio Martelli.

CHI É URSO IL RAGAZZO DI MESSINA IN TRIONFO SU TUTTI AD “AMICI”
Alberto Urso, nato a Messina il 23 luglio 1997, è un giovane e talentuoso cantante lirico, diplomato al conservatorio di Messina e laureato al Conservatorio di Matera. Il ragazzo siciliano è stato protagonista, a 13 anni, del programma “Ti lascio una canzone”e oggi è il vincitore di ‘Amici 2019’, il trionfale showdi MariaDe Filippi.Il tenore ha trionfato nella finale del talent riuscendo a sconfiggere la concorrenza della cantautrice Giordana Angi (seconda classificata) e dei ballerini Rafael Quenedit Castro e Vincenzo Di Primo (rispettivamente terzo e quarto). Ecco chi è Alberto Urso e il percorso che l’ha portatoallavittoria di “Amici”. Ventunenne, siciliano, già prima di “Amici”Alberto aveva partecipato a un talent, seppur per bambini: “Ti lascio una canzone”. Qualcuno, forse, ricorderà ancora le sue esibizioni da baby prodigio della lirica nelle puntate dell’edizione 2010 del programma condotto da Antonella Clerici su Rai1. Diplomato in teoria e solfeggio al conservatorio di Messina, Alberto ha conseguito anche una laurea magistrale in canto lirico al conservatorio di Matera.

FLORINDO RUBBETTINO COMMENTA IL SUCCESSO DEL LIBRO SU CRISPI
Il leader della casa editrice calabrese Rubbettino sta passando da un successo all’altro. Cosi, ho deciso diraccogliere lesue impressioni, dopo l’alluvionale serie di recensioni e festeggiamenti, successivi alla presentazionedel libro su Francesco Crispi. Eccola: “C’è stato un lungo processo di gestazione della ricerca perchéi relatori erano molto affiatati e concordi sulla linea interpretativa del fenomeno crispino. Non un episodio, positivo o negativo che fosse, nella storia d’Italia, non una macchietta parodistica come a volte la storiografia e la pubblicistica hanno tentato di dipingerlo, ma un momento centrale nel processo dicostruzione dello Stato nel nostro Paese. L’autore, Marcello Saija, è stato moltobravoatenere lefiladitutto questo percorso di ricerca, coinvolgendo autorevolissimi colleghi  a commentarne i risultati e a partecipare alla sua elaborazione. La presenza del vicepresidente della Regione Siciliana Gaetano Armao significa molto in termini di vicinanza delle istituzioni ad una riflessione storica sul loro stesso ruolo in questo Paese. In un momentodiiconoclastia edismemoratezza comequello presentenon è poco.” Come ho scritto, per la Rubbettino è un momento felice. L’attenzione per il libro su Crispi è sempre viva eintanto si accendono i riflettori sul libro incentratosu due nostri premi Nobel (ne ho scritto ieri): Rita Montalcini e Renato Dulbecco.Tra i due eminentis cienziati ci fu una forte relazione (forse anche amorosa) durata tutta la vita.

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