Intesa fa rotta sull’Oriente Accanto alle start up «verdi»

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Le società hi-tech si presentano a Hong Kong

C’è Mattia, 26 anni, che con la sua Wenda sta cercando fondi e rivenditori per produrre una «scatola nera» della logistica che traccia e analizza la qualità e la sicurezza alimentare mentre il prodotto (che sia una mozzarella o una cassa di vino rosso) viaggia nella filiera.
E poi c’è Fabio, 30 anni, che nel 2016 ha lanciato Floome, un etilometro per smartphone in grado di stimare anche il tempo necessario per smaltire la sbronza, e ora sta integrando il sistema con un software che consente di fare test sul tasso alcolemico a operatori e dipendenti di aziende, soprattutto quelle che operano nei trasporti o nei cantieri, raccogliendo dati utili anche per le compagnie assicurative. Mattia e Fabio sono solo due dei giovani imprenditori di startup che Intesa Sanpaolo ha accompagnato a Startit.Asia, il programma di internazionalizzazione promosso dalla banca insieme al Consolato e alla Camera di Commercio Italiana a Hong Kong e Macao.

Idee e brevetti diversi ma tutti collegati alla Circular Economy che promuove un modello di sviluppo svincolato dallo sfruttamento delle risorse naturali esauribili. Lo slogan è «dalla culla alla culla»: nessun materiale finisce nella tomba, ma tutto torna a una nuova vita. Il concetto di rifiuto non è contemplato, anzi gli scarti diventano un input produttivo. «Secondo le stime di SistemIQ solo in Europa sono previsti un totale di 875 miliardi di investimenti nella Circular Economy entro il 2025, dei quali 555 miliardi già in programma. In Italia si stima un potenziale di circa 60 miliardi, di cui circa il 50% nel settore delle costruzioni e il resto nel food e nella mobilità. Di questi 60 miliardi, un 70% avrà bisogno di finanziamenti e noi siamo pronti a fare la nostra parte», spiega Massimiano Tellini, responsabile Circular Economy di Intesa Sanpaolo.

Il problema è che nel nostro Paese il fabbisogno annuo di capitali per le startup è stimato in circa 1 miliardo di cui il 75% risulta non coperto da operatori specializzati, come i fondi di venture capital, e dalle banche. Per questo nel corso degli anni l’Innovation Center di Intesa presieduto da Maurizio Montagnese ha selezionato oltre 1.200 startup che sono state messe in contatto con oltre 10mila tra investitori, imprese e altri operatori con una raccolta di investimenti di oltre 130 milioni. Per Startit.Asia tra oltre 50 società ne sono state scelte 5 che hanno illustrato a Hong Kong i rispettivi progetti. OItre a Wanda e Floome, anche Orthoponics che ha sviluppato un sistema modulare per la crescita e l’irrigazione della vegetazione su superfici verticali e Hexagro che crea giardini e orti interni con un ingente risparmio idrico. Mentre la squadra di giovani ingegneri di Veranu sta cercando 500mila euro per finanziare la tecnologia che realizza pavimenti «intelligenti» in grado di produrre energia camminandoci sopra.

Camilla Conti, Il Giornale.it

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