“Nulla sarà come prima: cos’è importante adesso per ripartire domani?” Prende il via l’inchiesta di ADVexpress dedicata ai professionisti delle Relazioni Pubbliche, in collaborazione con PR Hub

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Quale ruolo per le Relazioni Pubbliche nella comunicazione della crisi che stiamo attraversando e ancor più nel ‘dopo’? Per rispondere a questa domanda ADVexpress, in collaborazione con PR Hub, dà il via oggi, con la videointervista al Presidente Andrea Cornelli, a una nuova inchiesta dedicata ai professionisti del settore.

“Ringrazio ADVexpress per la sensibilità dimostrata – esordisce Cornelli – nel darci uno spazio che, deve essere molto chiaro, non ha fini di business. Ciò che vogliamo è raccontare quello che siamo e quello che speriamo di poter rappresentare in questo momento grazie a un Dna particolare, quello delle Relazioni Pubbliche, che nei momenti di crisi drammatica come questa possono davvero dare  un contributo alla società, alle imprese, ai singoli cittadini. Un aiuto concreto, che va al di là di quello che molti brand stanno provando a fare in questo momento”.

Tutti coloro che si occupano di RP, prosegue Cornelli, abbracciando tanto le agenzie che vivono nel contesto di UNA e nel suo vertical PR Hub, ma includendo anche i colleghi e amici di Assorel, portano e incarnano gli stessi valori: “Siamo convinti che il valore reputazionale delle aziende oggi sia recepito in modo molto differente rispetto a quanto normalmente accade nella quotidianità. Ciò che adesso rimane nell’animo del pubblico e delle persone quando si rapportano a un marchio stravolge completamente le normali regole del marketing e della comunicazione: è quindi necessaria una sensibilità molto particolare, per riuscire a intercettare questi delicatissimi equilibri e per salvaguardare delle posizioni e dei valori che aiuteranno le nostre aziende a ripartire a una velocità adeguata quando finalmente il mercato e la situazione sanitaria ce lo consentirà”. 

In conreto, spiega Cornelli, il tema centrale che l’associazione intende sviluppare attraverso le ‘pillole’ e i contributi dei professionisti che saranno coinvolti nell’inchieste riguarda prima di tutto “Il valore della strategia nella comunicazione di crisi in particolare: quindi strategia nel muoversi, nel porsi, nel trasferire messaggi; come salvaguardare una reputazione e riuscire a incidere e a rimanere vivi nel percepito delle persone quando è ovvio che la focalizzazione principale di ognuno è più sugli aspetti sanitari di questa crisi che altro”.

Fra i mille documenti istituzionali condivisi in questi giorni, prosegue Cornelli, abbiamo visto passare autocertificazioni di ogni genere e tipo per muoversi e per spostarsi, e letto, magari un po’ superficialmente, l’elenco delle attività che il Governo ha ritenuto strategiche perché il sistema continui a funzionare in un momento come questo: “In quell’elenco – sottolinea il presidente di PR Hub – sono compresi i codici 70, e nello specifico il 70.21 che identifica le agenzie di relazioni pubbliche: e mentre fino ad adesso si è sempre parlato genericamente di comunicazione, è la prima volta che le istituzioni mostrano sensibilità nel riconoscere la particolarità delle PR”.

L’inserimento delle sole relazioni pubbliche nell’elenco delle attività strategiche è molto significativo e, aggiunge Cornelli, si ricollega all’obiettivo dell’inchiesta di ADVexpress: “Quello che ritengo che si possa trasferire attraverso queste ‘pillole’, queste chiacchierate che con gli amici e i colleghi andremo a fare nei prossimi giorni, è esattamente ciò che anche il Governo e le Istituzioni hanno percepito, cioè la nostra capacità di aiutare le aziende a identificare i valori necessari da salvaguardare in un momento critico come questo”.

Il vero valore aggiunto che tutte le agenzie portano sul mercato – e in questo caso Cornelli non si riferisce solo alle RP –  è dato dalle persone:  “Professionisti in grado di abbracciare tutti i clienti e aiutarli a ben performare in maniera etica, sostenibile, trasparente e onesta, in un mercato ogni giorno più complicato. Queste persone, un bene prezioso che va molto al di là di quelle che sono le banali logiche di bilancio di qualsiasi azienda, vanno salvaguardate adesso e andranno ancor più tutelate domani, perché il mercato, dopo, non sarà più lo stesso. Stiamo tutti assistendo all’attivazione di una serie di strumenti che possano aiutare le aziende a sopravvivere e a superare il momento: vediamo però molto poco, e mi piacerebbe vedere molto di più, strumenti utili a garantire l’occupazione delle persone della comunicazione a 360 gradi”.

Il ruolo delle RP, alla fine dell’emergenza, sarà ancora più centrale insiste Cornelli: “Lo è già adesso – afferma infatti –, ma quando usciremo da questa esperienza saremo di fronte a un mercato, una psicologia del consumatore completamente nuova e diversa. Questo significa che potremo disporre degli strumenti di cui disponevamo prima, ma che dovremo utilizzarli e aiutare i nostri clienti a utilizzarli in maniera molto più oculata, perché i sentimenti legati alla trasparenza e alla sostenibilità sociale, alla capacità di farsi carico dei problemi della collettività saranno centralissimi nella comunicazione di qualsiasi brand. Questo è e sarà ancora di più il ‘core’ della reputazione di un brand, ed è il motivo che mi porta a pensare che chi si occupa di relazioni pubbliche, facendo della reputazione delle aziende e dei propri clienti il vero core del proprio business, sarà più centrale ancora di quanto non sia stato fino a ora”.

Adcgroup.it

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