Le ultimissime. Un album di figurine per scoprire il ‘900 con i Monuments men

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Alla ricerca delle opere d’arte del Novecento: è il tema del nuovo album di figurine degli Artonauti, che dopo la prima serie in cui si ripercorreva la storia dell’arte dalla Preistoria ai giorni nostri, affronta ora l’arte dell’ultimo secolo. Nella seconda collezione, un album di 116 pagine in cui sono raffigurate 112 opere da ricostruire con 324 figurine adesive e 24 indovinelli, destinato ai bambini fra i 7 e i 14 anni, gli Artonauti si confrontano con le avanguardie della prima metà del Novecento, Matisse, Picasso, Munch, Klee, Chagall, Modigliani e tanti altri. Lo faranno con i cosiddetti Monuments Men, la squadra incaricata di rintracciare e restituire le opere trafugate durante il nazismo e la seconda guerra mondiale, alla quale George Clooney ha dedicato l’omonimo film del 2014.     L’album è stato realizzato da WizArt in collaborazione con la Monuments Men Foundation for the Preservation of Art, l’organizzazione internazionale che mantiene viva la memoria della sezione Monuments, Fine Arts and Archives dell’esercito Usa, i Monuments men appunto. 

 Negli ultimi giorni Milano ha ricevuto 830 milioni per potenziare le infrastrutture del trasporto pubblico da parte del ministero per le Infrastrutture e i Trasporti. Come informa una nota del Comune, si tratta di finanziamenti destinati a prolungamenti e potenziamenti di metropolitane e linee di superficie. Il ministero ha dato  parere positivo all’inserimento di 15 milioni in legge di bilancio per il potenziamento dell’hub Cinisello Balsamo – Monza Bettola tra M1-M5-A4-SS36 e ha inserito 812 milioni nello schema di decreto che ha ricevuto l’intesa in conferenza unificata Stato-Regioni-Comuni per il prolungamento della M1 da Bisceglie a Baggio-Olmi-Cesano Boscone, per il sistema di segnalamento e per 21 treni della M3 e per 50 filobus. Con un altro Decreto appena approvato sono stati destinati al Comune di Milano 1,9 milioni per la progettazione (PFTE) dell’hub M4 Segrate-Linate, del prolungamento della M5 S.Siro – Settimo Milanese,  per il prolungamento della metrotranvia Nord da Bicocca a Ospedale Niguarda Pronto Soccorso e per il prolungamento del tram 2 da Bausan a Bovisa Fs e Villapizzone Fs (altro tratto della metrotranvia Nord).  I progetti non riguardano solo interventi in Milano ma soprattutto prolungamenti nell’area metropolitana milanese che consentiranno di offrire un sistema di trasporto pubblico competitivo e fruibile a circa 4,5 milioni di abitanti che vivono e lavorano negli oltre 230 Comuni della Città metropolitana di Milano e della Provincia di Monza e Brianza e aree limitrofe, una delle più densamente abitate in Europa. La crescita economica, la capacità di attrarre lavoro e la qualità della vita di questi territori dipende dalla capacità di offrire mobilità flessibile, efficace e sostenibile. “E’ stata premiata la scelta e la capacità di Milano di progettare e investire in infrastrutture di trasporto pubblico in città e nell’area metropolitana – dichiara Marco Granelli, assessore comunale alla Mobilità e Lavori pubblici – .  Gli investimenti dello Stato arrivano grazie al tempismo, alla collaborazione fra più enti locali, alla qualità delle proposte volte a migliorare gli spostamenti in un area strategica e a contrastare la congestione da traffico privato e le emissioni climalteranti. Ringrazio il Governo e auspico un’intensa e strutturale collaborazione fra gli enti locali che rappresentano insieme i cittadini, i lavoratori e le imprese dell’ ampia area metropolitana attorno a Milano.     “Ora – prosegue Granelli – si tratta di andare avanti nella progettazione definitiva, nella conferma dei cofinanziamenti necessari dai bilanci del Comune di Milano, di Regione Lombardia, degli altri enti locali coinvolti. Non va dimenticato che i potenziamenti delle linee metropolitane portano un aumento dei passeggeri e un aumento dei costi di gestione: per questo chiediamo che aumenti il fondo per trasporto pubblico nazionale e regionale, e non si lascino sole le città e i Comuni quando devono aumentare i servizi”.

A Novara fino al 5 aprile, la mostra Divisionismo, la rivoluzione della luce, in corso al castello Visconteo Sforzesco, nel primo mese ha già visto sfilare oltre 4 mila visitatori. E’ un successo per la città piemontese, situata strategicamente proprio nel pieno dell’area di provenienza di alcuni fra i principali artisti che hanno utilizzato quella specifica tecnica pittorica alla fine dell’Ottocento, e per gli organizzatori della mostra, la Fondazione Castello Visconteo e l’associazione Mets Percorsi d’arte. Giuseppe Pellizza da Volpedo, Angelo Morbelli e Carlo Fornar, ma anche il più famoso pittore delle Alpi, Giovanni Segantini, nato in Trentino ma operante soprattutto in Engadina, sono rappresentati con una settantina di opere suddivise in otto sezioni tematiche negli spazi del Castello. La mostra è curata dalla più importante studiosa di Segantini e dei divisionisti, che segue dagli anni ’60, la francese newyorkese di adozione Annie-Paule Quinsac. Il titolo centra l’obiettivo principale dei divisionisti che non hanno mai elaborato un “manifesto”, ma nei fatti si proponevano di utilizzare una tecnica pittorica che enfatizzasse la luce. Guardando i quadri esposti a Novara questo emerge molto chiaramente soprattutto in opere come Sul fienile, dipinto da Pellizza fra il 1893 e il 1894 e rappresenta un fienile in ombra (e l’estrema unzione a un vecchio morente) in contrasto clamoroso con uno sfondo di campagna assolata e luminosissima, piena di vita. Di Segantini, a Novara si possono vedere alcuni preziosi disegni e diversi quadri, fra i quali spiccano All’ovile e Savognino sotto la neve. Nelle sale del Castello sono esposti anche i dipinti a vocazione sociale di Emilio Longoni (L’oratore dello sciopero e Riflessioni di un affamato), oltre alla Ragazzina col gatto scelta dai curatori per rappresentare la mostra assieme alla neve di Segantini e quelli “sperimentali” di Gaetano Previati, come la grande Maternità che si può vedere prima dell’inizio della mostra.  
 Il divisionismo, si legge nel catalogo, nasce “sulla stessa premessa del Neo impressionismo francese, meglio noto come Pointillisme, senza che si possa parlare di influenza diretta. Muove dall’idea che lo studio dei trattati di ottica, che hanno rivoluzionato il concetto di colore, debba determinare la tecnica del pittore moderno. Si sviluppa nel Nord Italia, grazie soprattutto al sostegno di Vittore Grubicy de Dragon, mercante d’arte, critico e anche pittore (nella mostra di Novara sono esposti 3 suoi quadri, ndr), che con il fratello Alberto gestisce dal 1876 una galleria d’arte. E’ lui a diffondere fra i pittori della sua scuderia il principio della sostituzione della miscela chimica dei colori tradizionalmente ottenuta sulla tavolozza con un aproccio diretto all’accostamento dei toni complementari sulla tela”. In questo modo, “l’occhio dello spettatore può ricomporre le pennellate staccate in una sintesi tonale, percependo una maggior luminosità”.

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