Terroni caput mundi / A Roma “La Vucciria” di Guttuso

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Esposta alla Camera dei deputati con ingresso gratuito

LA VUCCIRIA DI RENATO GUTTUSO ESPOSTO A ROMA ALLA CAMERA

(di Cesare Lanza per Il Quotidiano del Sud) A Palazzo Montecitorio ieri cerimonia inaugurale dell’esposizione de “La Vuccirìa” di Renato Guttuso (nato a Bagheria, il 26 dicembre 1911, ma registrato all’anagrafe di Palermo il 2 gennaio 1912, per contrasti dei genitori con il Comune di Bagheria Roma 18 gennaio 1987) con la partecipazione del presidente della Camera Roberto Fico. “La Vucciria”, olio su tela, risale al 1974 ed é considerato il quadro più famoso di Guttuso. Il capolavoro sarà in mostra, a ingresso libero, fino al 12 gennaio 2020 nella prestigiosa Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio accanto ad altre due opere dell’artista, il “Cristo deriso” (1938) e i ‘Carrettieri siciliani’ (1946), appartenenti alle collezioni della Camera dei Deputati e mai esposte finora al pubblico.

DA PALERMO VISIBILE GRATIS NELLA GRANDE SALA DELLA LUPA

Il quadro del maestro siciliano lascia così la collocazione abituale a Palermo, dentro Palazzo Chiaromonte-Steri, sede del Rettorato dell’Università di Palermo, per essere ammirato a Roma nel periodo delle festività di fine anno. «L’esposizione, promossa dall’Università degli Studi di Palermo e dalla Fondazione Sicilia e organizzata da Civita con il contributo di Igea Banca, rappresenta – è detto in una nota – un importante momento di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale siciliano e vuole essere l’inizio di un ciclo di appuntamenti che renderanno protagoniste anche le altre regioni italiane». La Sala della Lupa sarà aperta ai visitatori dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30) .

L’ORIGINE DEL NOME È FRANCESE E RITRAE IL POPOLARE MERCATO

“La Vucciria”, dipinto di tre metri quadri realizzato da Guttuso nel 1974 nel pieno della sua maturità, fu donato dall’autore all’Ateneo del capoluogo siciliano. Considerata l’opera più geniale dell’artista, è la descrizione realistica e suggestiva di una scena quotidiana dell’omonimo mercato di Palermo,trai più affascinanti nel mondo. Il termine ‘vucciria’ deriva dal francese boucherie (macelleria) che in siciliano ha anche assunto
il significato di confusione, miscuglio incomprensibile di voci, persone, oggetti, espressioni e azioni tipiche del mercato.

DILETTA PROVOCA SU INSTAGRAM MIGLIAIA DI AMMIRATORI ECCITATI

Diletta Leotta (Catania, 16 agosto 1991) conferma la gioiosa capacità di riuscire a far parlare di sè. Il più recente exploit è su Instagram: glutei in bella mostra, fasciati da un abito in maglia grigia, che ha fatto letteralmente scatenare i followers. Vestito aderentissimo che disegna la silhouette perfetta della sexy conduttrice di Dazn,strategicamente fotografata di spalle nello scatto sul suo profilo social. C’è anche chi, estasiato da tanta bellezza, scrive: “Fai paura”. Oggi “shopping per Intimissimi uomo”, scrive la giornalista catanese e, con lo sguardo pensieroso che non punta l’obiettivo, viene fotografata in piedi, davanti agli slip maschili del noto brand di biancheria intima. Per chi la bella Diletta farà il suo shopping? Mistero…Certo è che l’attenzione degli utenti si è da subito concentrata su altro: le conturbanti ed esplosive forme della show girl, messe in risalto dall’abito in maglia indossato. Seno e glutei esagerati, che hanno mandato in visibilio i suoi ammiratori.La foto ha fatto impazzire il contatore dei like: oltre 160mila in pochissimo tempo! La bella Diletta è tra le showgirl più amate dei social, dove conta 5,5 milioni di followers: guardando le sue foto si capisce il perché. Da poco la biondissima siciliana è sbarcata su Tik Tok, mietendo nuove ‘vittime’. L’esordio sul noto social che permette la creazione di ironici video a sfondo musicale, ha visto la Leotta esordire con un breve video negli studi di ‘Radio 105’ dove quotidianamente conduce, insieme a Daniele Battaglia, la trasmissione ‘Take Away’. Stories, foto e video ad alto tasso erotico. Provoca senza fare la femme fatale, la bella Diletta; senza mai perdere quell’aria da bambina, di semplice ragazza dalla porta accanto.

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