ZEMAN, LA PIZZA E QUEL CALCIO PIU’ UMANO

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(di Cesare Lanza per il Corriere dello Sport – Stadio) Faccio outing: sono pazzo di questo calcio italiano che vediamo in tivu. A prescindere, come diceva Totò: con tutti i suoi difetti, con il fascino irresistibile dei suoi aspetti di umanità nazionalpopolare. Già domenica scorsa ho scritto che mi infischio di cifre e statistiche: ieri l’Inter, che sembrava avesse una difesa formidabile, ha preso quattro pappine, così si scriveva una volta, dal Cagliari ultimo in classifica! E ho esaltato Florenzi e il suo gesto d’amore verso la nonna, quel bacio e quell’abbraccio finiti sui giornali e le televisioni di tutto il mondo.
Nella spontaneità di Florenzi sta la vera vita, e la sublimazione del calcio che si può, o si dovrebbe vedere, vedere in tivu. E ieri dove ho trovato, con la mia lanterna (scusami, Diogene!) gli uomini e l’umanità. Pizza, Zeman e – come sempre – imprevedibilità. Gesummaria, vi spiego subito, così non mi attribuite una follia superiore a quella che fieramente posseggo. Comincio da Zeman: sono pazzo di lui, a Roma si direbbe “sono frocio di lui”, ma non vorrei ingenerare equivoci a chi non condivide lo slang romanesco. Lo avrei voluto al Genoa, Zeman, lo avrei voluto in eterno alla Roma, lo avrei voluto all’Inter dove Moratti non lo cercava, senza mai avere il coraggio di prenderlo… (Avrebbe fatto peggio di Tardelli, Hodgson, Lucescu, Benitez, Stramaccioni e tanti altri? Mah!). Insomma, Zeman lo vorrei sempre in scena, sempre. Che godimento, ieri, vederlo immusonito come sempre, imperturbabile, come se fosse un’impresa del tutto normale rifilare all’Inter, a casa sua, quattro schiaffoni, dando lezione di calcio offensivo!
Conoscete tutti la storia di quest’uomo, vessato da poteri che hanno portato a ramengo il calcio, pardòn, i valori dello sport. Chissà quali sentimenti e risentimenti si nascondono dietro le rughe di un maestro, che ha visto tutto e sa tutto, ha patito assai più di quanto il calcio gli abbia dato, e tuttavia non ha mai rinunciato alle sue idee, alla sua etica…
E la pizza? Anche questa è imprevedibilità. Pizza, Zeman e fantasia. A un certo
punto, su Sky, sempre Sky, si scopre – spinta dalla provocazione di un calciatore che confida come la sua squadra mangi pizza (la pizza in cartone, quella che mangiamo noi in cartone, alla Fantozzi, pizza birra e rutto libero, alla fine di ogni partita, bene, si scopre ciò che mangiano i calciatori prima e dopo il match. Massimo Mauro non mangiava niente, però rivela che Maradona sbafava carne cruda con uova e cipolle. Anche per Marchegiani, e tanti altri, pizza margherita. Evviva il calcio senza snobismi né calcolatrici.

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