Calabria, l’allarme di Confcommercio: 9mila imprese rischiano la chiusura

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“A seguito della chiusura causata dal blocco delle attività produttive rischiano di chiudere, senza più riaprire, circa 9mila imprese nel 2020, con una perdita di oltre 23mila occupati. Le imprese del terziario della Calabria rischiano di perdere circa 2 miliardi di valore aggiunto, il 7% in meno su base annua”. Questi i drammatici dati che emergono da una ricerca sulle imprese del terziario della regione Calabria, realizzata da Confcommercio Calabria in collaborazione con Format Research: la ricerca è stata presentata ieri dal presidente di Confcommercio Calabria, Klaus Algieri, e dal presidente di Format Research, Pierluigi Ascani. “L’emergenza sanitaria da Covid-19 – si legge nella ricerca – ha prodotto uno shock economico e finanziario senza precedenti. Oltre l’80% delle imprese della Calabria hanno dichiarato che la situazione economica generale dell’Italia è peggiorata. Ancora più negativo il sentiment nei confronti dell’andamento economico della propria impresa. L’82,9% delle imprese ha ravvisato un peggioramento dell’andamento della propria attività. Il 58% delle imprese della Calabria – prosegue lo studio di Confcommercio Calabria-Format Research – ritiene che i mesi della riapertura e i mesi estivi (fine aprile – fine settembre 2020) saranno i più difficili per l’andamento economico della propria attività”. Dalla ricerca inoltre si evidenzia che “il crollo del clima di fiducia si accompagna a un forte calo dei ricavi (l’84% delle imprese ha dichiarato un peggioramento) anche a causa dell’azzeramento dei ricavi nei mesi di marzo e aprile presso alcuni comparti del tessuto produttivo. L’outlook per il prossimo trimestre è decisamente negativo. Alle imprese della regione è necessaria la liquidità per sostenere le spese del personale, i costi per il rispetto dei protocolli di sicurezza, le spese incomprimibili. Il 59% delle imprese della Calabria ha dichiarato che il periodo più difficile per quanto riguarda il fabbisogno finanziario è quello compreso tra aprile e settembre 2020”. Infine, la ricerca di Confcommercio Calabria-Format Reserch sottolinea che “la crisi scaturita a causa della pandemia avrà pesanti ripercussioni sull’occupazione. Il 62% delle imprese della Calabria ha dichiarato di avere adottato o di essere in procinto di adottare la Cig. Il 32% delle imprese ha già ridotto il personale e il 40% prevede di farlo nei prossimi mesi se la situazione non migliorerà. Gli effetti sono stati tamponati dall’ampio ricorso agli ammortizzatori sociali e dalle misure adottate dal governo. Tuttavia, la preoccupazione tende a salire nei prossimi trimestri”.
Secondo Algieri “le imprese del terziario della Calabria sono in forte difficoltà. Questo rende necessarie misure strutturali e di lungo periodo per fornire liquidità e sostenere la grave crisi dovuta all’emergenza sanitaria. È giunto il momento di abbandonare gli aiuti una tantum e di pensare al futuro in modo strutturato con iniziative che – ha concluso il presidente di Confcommercio Calabria – consentano la ripartenza ma soprattutto la stabilità delle nostre imprese”.

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