E se entrassi nell’A-Team?

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(di Tiziano Rapanà) Basta, ho deciso: cambio vita. Forse il mio è solo un forte impeto figlio di una leggera frustrazione, però è inutile continuare a vivacchiare. Merito di più. Forse non ci crederete, ma in me è cresciuto un forte senso dell’avventura. Mi sento come San Paolo sulla via di Damasco. Adesso conosco la mia vera vocazione. Voglio entrare a far parte dell’A –Team. “Ma dove vuoi andare?”, già la vedo la malevola ironia di qualcuno di voi. Non ho difficoltà ad immaginare frasi come “Ma non ti sei visto?”, che inondano la mia posta elettronica. E in fondo avete pure ragione: sono leggermente in sovrappeso, ho fatto pochissima attività fisica, e la mia pigrizia e procrastinazione raggiungono livelli da guinness dei primati. Ma alle sei di mattina di un lunedì qualunque, disteso qui sul mio letto, al pensiero di dover ricominciare un’altra giornata, che potevo fare? Pensare alle paturnie della vita di ogni giorno? Meglio divagare, giocare con la fantasia. E allora voglio anch’io ideare piani abilissimi per stanare i cattivi, come il colonnello Hannibal. Essere un donnaiolo impenitente come Sberla, fare il pazzo come Murdock, ma soprattutto menare come Bosco. Giustamente, lo sprovveduto lettore si chiederà chi siano ‘sti qua. Sono i personaggi principali del telefilm. La trama ruota attorno ad un commando di ex combattenti del Vietnam, ricercati dalla polizia militare, per un crimine mai commesso,  diventato, in seguito, un gruppo di mercenari. Non penso possa sembrare patetico immaginare di far parte di un vecchio serial. In fondo è solo un volo pindarico nel cielo della fantasia. Immagino che molti di voi conoscano il serial, che è stato un vero e proprio capisaldo della tv anni ottanta. Da qualche tempo, lo trasmettono su Rete 4 alle 6 e 40. Il telefilm è spigliato, vivace, sgarbato a modo suo. Ha la capacità di saper dosare azione e commedia, cosa rara. nei telefilm americani. Non è un capolavoro: i singoli episodi hanno storie debolucce e la regia penalizza le scene d’azione, indugiando in eccessivi primi piani.  Però diverte e gli attori, soprattutto i protagonisti, sono formidabili. Frank Lupo e Stephen J. Cannell, i geniali creatori della serie,  hanno fatto un ottimo lavoro nella stesura delle singole caratteristiche dei personaggi. Proprio questo particolare è stato il fattore che ha portato la serie ad arrivare a cinque stagioni. Comunque è meglio smetterla qua, sono stanco e ho voglia di dormire. Ma quale A-team? Meglio starmene a letto… almeno finché non suona la sveglia.

tiziano.rp@gmail.com

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