Salvateci dai dati

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Gestiamo le informazioni con mezzi digitali mentre restiamo personalmente, e testardamente, analogici. L’orologio digitale è preciso, ma quello vecchio, con le lancette, mostra al minimo sguardo quanto manca alla pausa pranzo senza scomodare l’aritmetica.

L’orologio analogico sfrutta per l’appunto un’analogia: la distribuzione degli spazi sul quadrante rappresenta le parti dell’ora. La lettura è istantanea, almeno andando a spanne, perché corrisponde al funzionamento del cervello umano – che non fa calcoli numerici, comprende e basta.

Paolo Guadagni, il fondatore di una rispettata agenzia milanese specializzata nella rappresentazione grafica delle informazioni – The Visual Agency – spiega: “Le nostre percezioni sono calibrate per ciò che è immediato, ‘reale’. Ora cominciamo a sapere quasi troppo del nostro mondo, ma solo indirettamente, attraverso i dati. Ce n’è una sovrabbondanza che a volte maschera più di quanto rivela. Usiamo le tecniche della Data Visualization per rendere le informazioni di nuovo accessibili. I dati si ‘vedono’, come si rapportano e come interagiscono, a colpo d’occhio”.

L’immagine sopra – una “heat map” che raffigura i principali flussi dei movimenti in bici a Manhattan – fa parte di un lavoro di The Visual Agency per un’inchiesta sui trasporti. I dati sottostanti – i contenuti di ettari di spreadsheet incomprensibili – sono rappresentati con tecniche grafiche che li traducono in colori e densità che l’occhio comprende all’istante.

Le infografiche che sono la specialità dell’agenzia chiariscono molti fenomeni complessi: dai flussi dei soldi attraverso i conti di una grande azienda, come preparare – con una sola, semplice immagine e senza testi – un Aperol spritz, quali sono i contorni della fascia oraria in cui si “twitta” di più. Una selezione delle opere è visibile qui.

Nota Design

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